Franco Battaglia: “Nucleare prima o poi anche in Italia”

“In Europa è la prima fonte elettrica. Cingolani ha detto una cosa sul nucleare sacrosanta, ma se l’è rimangiata il giorno dopo non appena qualcuno ha alzato la voce. Il mio suggerimento è di dimostrare che ha un po’ più di fegato”

Il Prof. Franco Battaglia, docente di chimica-fisica, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sul nucleare ha detto: “La tecnologia nucleare prima o poi si dovrà intraprendere anche in Italia, altrimenti continuerà ad essere un bene di importazione. La prima fonte di energia elettrica in Europa è il nucleare e la seconda è il carbone. Negli Usa la prima è il carbone e la seconda è il nucleare. Questi sono i fatti. Allora ci si chiede se noi italiani abbiamo un sistema di neuroni diverso da quello degli altri Paesi europei. Cingolani? Ha detto una cosa sul nucleare sacrosanta, ma se l’è rimangiata il giorno dopo non appena qualcuno ha alzato la voce. Il mio suggerimento è di dimostrare che ha fegato”.

Sull’efficacia del lockdown. “Il lockdown non ha salvato neanche una vita. Il fatto che il lockdown fosse completamente inutile l’avevo scritto già ad aprile 2020 e a marzo 2020 scrivevo che bisognava guardare con la massima attenzione la Corea del Sud che stava agendo benissimo contro il virus. Ad inizio marzo avevamo lo stesso numero di infetti e di decessi della Sud Corea, poi la nostra curva si è impennata e la loro si è abbassata. Mi chiedo come mai il ministro degli Esteri e quello della sanità non se ne accorgevano. La cosa importante è che le condizioni iniziali dei due Paesi ad inizio marzo erano le stesse. La Corea del Sud non ha fatto alcun lockdown, loro da metà gennaio dettero ordine alle aziende del Paese di produrre i kit per fare i test, ne facevano decine di migliaia al giorno mentre noi ne facevamo zero. Da inizio febbraio facevano test in modo massiccio, ogni volta che si beccava un positivo si mettevano in quarantena tutti i contatti, un lavoro certosino che ha dato gli effetti sperati. La strategia dell’Italia invece è stato il lockdown, come se ci avessero detto che dovevamo recitare ogni giorno la Vispa Teresa e quando hanno visto che non funzionava hanno detto che la Vispa Teresa andava recitata due volte al giorno”.