Gli italiani iscritti all’AIRE, l’Anagrafe dei residenti all’estero, hanno raggiunto quota 6,4 milioni, pari a quasi un cittadino su nove.
Una cifra che trasforma l’Italia fuori dall’Italia in una vera e propria ventunesima regione, sempre più giovane, femminile e dinamica, ma anche segno di un Paese attraversato da squilibri e disuguaglianze.
Secondo la ventesima edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, dal 2006 al 2024 si sono registrati 1,6 milioni di espatri a fronte di 826 mila rimpatri, con un saldo negativo di oltre 817 mila persone, concentrato soprattutto tra Lombardia, Nord-Est e Mezzogiorno.
Dopo la pausa legata alla pandemia, il fenomeno ha ripreso vigore: nel 2024 si è toccato il record di 155.732 espatri, di cui 123.376 per motivi di lavoro o studio, con un aumento del 38 per cento rispetto al 2023. L’Europa resta la meta principale, con la Germania che ha superato il Regno Unito come destinazione preferita.
A partire sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni, in crescita del 47,9 per cento, e gli adulti tra i 35 e i 49 anni, aumentati del 38,5 per cento: insieme rappresentano oltre i due terzi dei nuovi emigrati. Si afferma anche una nuova categoria di adulti maturi, circa l’11 per cento, spesso nonni che si trasferiscono per assistere figli e nipoti all’estero.
Il rapporto mette inoltre in luce la profonda trasformazione dell’emigrazione femminile: le donne rappresentano oggi il 48,3 per cento della popolazione Aire e crescono a un ritmo superiore rispetto agli uomini, più 115,9 per cento contro più 98,3 dal 2006. Non si tratta più di un’emigrazione di ricongiungimento, ma di una mobilità autonoma, legata a studio, carriera e nuove esperienze di vita.
Nel complesso, il fenomeno coinvolge il 12 per cento della popolazione italiana. Il 53,8 per cento dei residenti all’estero vive in Europa, il 41,1 per cento in America, con le comunità più numerose in Argentina, 990 mila persone, e Germania, 849 mila.
Quasi la metà degli iscritti all’Aire proviene dal Mezzogiorno: in testa la Sicilia con 844 mila residenti all’estero, seguita da Lombardia con 690 mila e Veneto con 614 mila.
Riflessione
L’Italia che emigra non è più solo quella che fugge, ma quella che si ridefinisce oltre i confini, costruendo reti, legami e nuove forme di appartenenza. È un’Italia che continua a cercare opportunità, ma anche a portare nel mondo la propria identità e i propri talenti. Resta però una domanda aperta: quanto a lungo un Paese può permettersi di perdere i suoi giovani migliori senza compromettere il proprio futuro?































