Fini, ‘ricostruire centrodestra’. Forza Italia, ‘con te la nostra gente scappa’

“La presunzione mia non è quella di tornare in campo, ma di allenare una squadra che potrà tornare a vincere". Lo afferma Gianfranco Fini, aprendo la manifestazione "Partecipa. L’Italia che vorremmo", a Roma.

Dopo aver fatto autocritica e aver sostenuto che non ci sono "uomini per tutte le stagioni", ha spiegato: "Verificherò se ci sono le condizioni di fare politica fuori dal palazzo. Io non faccio lezioni nè prediche a nessuno, ma l’elettore chiede che si volti pagina".

"Il primo dovere che abbiamo" è quello di rivolgerci "non tanto ai partiti di destra e centrodestra" quanto "ai tantissimi italiani che oggi sono profondamente delusi dal centrodestra. Questi italiani hanno voltato per questo le spalle al centrodestra. Hanno fatto altre scelte, non hanno votato oppure hanno votato Grillo o Renzi. E’ stato un risultato catastrofico, che dobbiamo tenere bene a mente, all’insegna dell’umiltà".

"Partecipare e discutere sull’Italia che vorreste, che vorremmo e al tempo stesso discutere su una destra che non c’è, che è troppo divisa, che sembra colpita da una sorta di damnatio memoriae, con troppe ripicche, troppe gelosie".

"Il governo ha alti dividendi, ma Alfano non incamera quasi niente di quei dividendi". "Oggi c’è un partito di centrodestra che è determinante per i numeri al Senato, ma non è il partner privilegiato del premier per le riforme, già questa è una bizzarria”.

"Renzi puo’ davvero governare per 20 anni se non si muove qualcosa a destra. Con Renzi si e’ chiuso il commissariamento della politica. Non ci sono competitori credibili come forze di governo, Grillo rappresenta la protesta ma nessun italiano pensa che possa governare. La destra e’ statica, immobile". "Non si puo’ piu’ mettersi tutti insieme contro la sinistra, mettendo insieme forze che non condividono i contenuti come Salvini e Alfano. Non e’ tempo di sommatoria e aritmetica ma di politica".

"Se vogliamo guardare in avanti e ridare dignita’ a quella destra che ora e’ parcellizzata non possiamo essere ambigui. E’ tempo di contenuti, di principi e valori. Dobbiamo indicare agli italiani cosa significa per noi la destra. Destra e’ tradizione e modernita’, amor di patria, senso dello stato e rispetto delle istituzioni".

Per Fini “la grande rivoluzione liberale è stata tante volte annunciata, ma mai realizzata". L’auspicio di Fini e’ che le riforme ”finalmente si facciano” e dunque ”fa bene Berlusconi a dialogare per vedere se è la volta buona”. Tuttavia, spiega dal palco di ”Partecipa”, ”ho solo un dubbio, di merito: piu’ che il Senato delle Regioni il coraggio avrebbe imposto di dar vita ad un sistema monocamerale, nell’ambito dell’elezione diretta e popolare del Capo dello Stato”.

In conclusione l’ex leader Fli assicura: “Questa assemblea non si scioglie”, nelle prossime ore partiranno “le assemblee regionali per ramificare l’organizzazione, anche con la rete. Al termine delle assemblee regionali si riconvoca l’Assemblea di oggi e valuteremo lo stato dell’arte". "Siamo in una fase magmatica, con una forma di presenza politica senza tessere, movimentista, dal basso, senza stare nel Palazzo".

LE REAZIONI A DESTRA "Se la nostra gente sa che torna Fini scappa, e io con loro". Alessandra Mussolini commenta così  l’iniziativa che segna il ritorno in politica di Gianfranco Fini. "Ci ha già distrutto una volta, ha frantumato il mondo della destra. Si dedichi ad altro, può fare il pittore, lo scrittore, può darsi al giardinaggio che pare faccia molto bene. Oppure vada con Renzi, così lo accoppa".

Amedeo Laboccetta, vice coordinatore campano di Forza Italia: "Se esistesse il premio Nobel per la faccia tosta, lo vincerebbe sicuramente Gianfranco Fini. Coltivare di nuovo l’ambizione politica, dopo i disastri che ha provocato, significa che quest’uomo non ha memoria e non prova vergogna".

Gianni Alemanno, membro dell’Ufficio di Presidenza di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale: "L’unica idea concreta che per adesso sembra uscire dal meeting di Gianfranco Fini e’ quella di un sostegno acritico all’Euro, che viene addirittura scelto come spartiacque per distinguere una Destra presentabile da una Destra estremista. Purtroppo Fini non ha una percezione vera della nostra economia reale, dove i cittadini, i lavoratori, le famiglie e le imprese stanno pagando un prezzo spropositato alle politiche di rigore inscindibilmente legate all’esistenza di una moneta unica".