Fare Verde (MdL), il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti urbani

Riguardo alla particolare attenzione posta dall’Italia nei confronti dell’ambiente, è opportuno ricordare come il nostro Paese sia uno di quelli che l’Europa indica fra i più vicini agli obiettivi di riciclo previsti dall’Unione per il 2030.

Nell’ambito della specifica sezione “Fare Verde”, rientrante nelle varie iniziative promosse dal Movimento delle Libertà, abbiamo sentito sui delicati aspetti del “riciclo e lo smaltimento dei rifiuti urbani”, la dott.ssa Veronica Vecchioni, avvocato e professore di diritto ambientale presso l’università di Nizza, nonché candidata al Parlamento del Movimento.

Il presente intervento che si concentra su aspetti più prospettici e con un’attenzione ai ritardi causati dalla pandemia Covid-19 e sulle iniziative future, segue il precedente che, al contrario, si è incentrato principalmente sull’analisi della situazione italiana relativamente alla delicata questione dei rifiuti.

“Tra le varie Challenge che il nostro Paese è stato di recente chiamato ad affrontare in materia ambientale bisogna ricordare i ritardi causati dalla pandemia da covid-19 relativamente alla sospensione dei provvedimenti per la plastic tax e la guerra al cosiddetto monouso.

L’emergenza sanitaria ha, infatti, messo in secondo piano l’emergenza ambientale, rallentando altresì l’approvazione dei disegni legge in materia ambientale in Parlamento. Relativamente ai provvedimenti attualmente al vaglio politico-parlamentare emergono, in particolare, progetti di legge relativi ai materiali plastici che preoccupano sempre più la comunità scientifica internazionale. Infatti, se, per un verso, la plastica ha reso la vita quotidiana più semplice per la sua resistenza, leggerezza, maneggevolezza e soprattutto per il suo basso costo, dall’altra parte ha letteralmente invaso il pianeta.

Secondo l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), ogni anno vengono scaricate 230.000 tonnellate di plastica nel Mediterraneo. I tre Paesi maggiormente responsabili sono l’Egitto, l’Italia e la Turchia.

In totale si stima che l’uomo abbia prodotto ad oggi più di 8,3 miliardi di tonnellate di materiale plastico, di cui 6,3 miliardi sono state riversate nella natura.

A fronte della drammaticità della situazione, già dal gennaio 2011, il nostro Paese ha tentato di muovere i primi passi verso una rivoluzione contro l’utilizzo sproporzionato di materie plastiche, mettendo al bando le buste di plastica per la spesa dai supermercati.

Dai primi mesi del 2018 abbiamo assistito al ritiro dal mercato dei sacchetti di plastica per gli alimenti; dal 1° gennaio 2019, è stato vietato l’uso dei bastoncini cotonati non biodegradabili; dal 1° gennaio 2020 è stato messo al bando l’uso della microplastica nei cosmetici e oggi l’Italia si sta distinguendo tra gli Stati membri per tentare di bandire anche l’utilizzo dei bicchieri di plastica oltre agli altri prodotti indicati dall’Unione.

Benché, infatti, a partire dall’anno in corso saranno messi al bando molti oggetti monouso in plastica -piatti, posate, aste per i palloncini e cannucce – all’interno della normativa europea, non trovano opportuna menzione i bicchieri in plastica. In tal senso, l’Italia, come altri Paesi, risulta essere uno dei maggiori consumatori europei di bicchieri in plastica monouso. Per quantificarne l’utilizzo, basti pensare che gli italiani consumano dai 16 ai 20 milioni di bicchieri al giorno.

A causa dei rallentamenti pandemici, il disegno di legge per il recepimento delle raccomandazioni europee, dopo essere stata approvato in Senato, risulta ancora in corso di approvazione presso la Camera, che ha, indubbiamente accusato, dei ritardi dovuti alla gestione della recente crisi di governo e dell’emergenza sanitaria. Con buone probabilità si spera che entro quest’anno, l’Italia possa diventare il primo Paese europeo ad aver esteso la lista dei prodotti monouso vietati.

Riguardo alla particolare attenzione posta dall’Italia nei confronti dell’ambiente, è opportuno ricordare come il nostro Paese sia uno di quelli che l’Europa indica fra i più vicini agli obiettivi di riciclo previsti dall’Unione per il 2030.

Il Movimento delle libertà si schiera in prima linea a favore dei provvedimenti volti alla tutela dell’ambiente e promuove, con tutte le sue forze, strategie di sensibilizzazione dei cittadini, di prevenzione, nonché di gestione integrata dei rifiuti. In merito a tale punto occorre ricordare che per “gestione integrata” si intende la realizzazione di un sistema volto a gestire l’intero processo dei rifiuti (comprendente produzione, raccolta, trasporto, trattamento, destinazione finale) con finalità di recupero energetico e delle materie prime e con l’obiettivo di minimizzare la frazione destinata alla discarica.

Per quanto attiene le attività di sensibilizzazione della cittadinanza e le strategie di prevenzione dei rifiuti occorre, infine, precisare che il Movimento delle libertà studia e promuove un insieme di politiche volte, da un lato a disincentivare, penalizzare economicamente o addirittura vietare la produzione di materiali e manufatti a ciclo di vita molto breve e destinati a diventare rifiuti senza possibilità di riuso, e dall’altro lato a incentivare, tanto le imprese che i singoli cittadini, a ridurre a monte la produzione dei rifiuti, effettuando una raccolta differenziata più consapevole.

L’MDL punta, infatti, a promuovere un vero e proprio stimolo etico e una responsabilizzazione dei cittadini, in Italia e in Europa, mediante lo sviluppo e la diffusione della cultura e del turismo sostenibile e la realizzazione di un piano straordinario di tutela del territorio, del patrimonio idro-geologico, ambientale, artistico e monumentale”.