Estate 2020 al Bioparco di Roma

Ippopotami, scimpanzè, macachi e molte altre specie, con ghiaccioli e frutta fresca avranno il loro momento di refrigerio durante queste torride giornate di sole…

Estate al Bioparco. Una simpatica alternativa per trascorrere un’allegra giornata con tutta la famiglia. In questo caldo periodo estivo, per rendere più sopportabile il soggiorno agli animali, gli vengono offerti ghiaccioli, cocomero e frutta fresca.

Ippopotami, scimpanzè, macachi e molte altre specie, avranno il loro momento di refrigerio durante queste torride giornate di sole. Recarsi a visitare il Bioparco è sempre una gita divertente ed istruttiva.

Sul sito internet (www.bioparco.it) possiamo trovare tutte le informazioni necessarie. In questo periodo l‘acquisto dei biglietti avviene solo online, l’ingresso è contingentato ed a numero chiuso. L’orario d’ingresso è dalle 9,30 alle 18. Il biglietto intero costa 16 euro, il ridotto 13 euro.

L’ex Giardino Zoologico si chiama Bioparco dal 1998, quando si pensò di trasformare in spazi più liberi gli ambienti destinati ad alloggiare gli animali. Il complesso originario della struttura fu progettato da Carl Hagenbeck, e realizzato nella porzione della villa dove il cardinale Scipione Borghese aveva disposto una raccolta di animali esotici.

La costruzione venne inaugurata nel 1911. Inizialmente vi erano ospitati circa 1.000 animali, articolati in 218 specie, di cui 72 di mammiferi, 94 di uccelli e 52 di rettili. Vi alloggiano anche circa 1.000 alberi, alcuni dei quali rari e centenari.

Fra i nuovi spazi più suggestivi da ammirare, si possono contemplare una sorta di ristorante per uccelli e uno spazio tutto dedicato alle farfalle, veramente incantevole e variopinto. All’interno del Bioparco trova posto la sede del Museo Civico di Zoologia.

Molto specifico nel suo genere, raccoglie una gran quantità di materiale, che viene suddiviso in 5 sezioni: entomologica (insetti), malacologica (molluschi conchiglie, ecc.), ornitologica (uccelli), osteologica (ossa) e dei mammiferi). Le prime collezioni risalgono al pontificato di papa Pio VII.