L’Emilia-Romagna celebra mezzo secolo di impegno a favore delle proprie comunità all’estero.
Dal 12 al 14 febbraio Bologna ospiterà i rappresentanti di circa 280mila cittadini emiliano-romagnoli residenti in 20 Paesi del mondo, in occasione del 50° anniversario della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, sarà anche un momento di confronto sulla programmazione delle attività per il biennio in corso, oltre che un’occasione per ripercorrere la storia di un organismo che, dal 1976, rappresenta un ponte stabile tra il territorio regionale e le comunità emigrate.
Il programma delle celebrazioni prevede una serie di incontri istituzionali, l’inaugurazione di una mostra storica dedicata alla Consulta — visitabile fino al 27 febbraio presso la biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale — e la proiezione del documentario “Fili invisibili”. Il film, realizzato dall’Assemblea legislativa in collaborazione con la Consulta, racconta le storie di emigrazione emiliano-romagnola attraverso testimonianze dirette e il punto di vista delle seconde e terze generazioni.
Tra i racconti proposti nel documentario spiccano quello del naufrago dell’Arandora Star del 1940, narrato dal presidente della Consulta Matteo Daffadà, e l’esperienza del Piccolo museo dell’emigrante di Monghidoro, simboli di una memoria collettiva ancora viva e condivisa.
La mostra ripercorre invece quattro grandi periodi storici, illustrando la nascita, l’evoluzione e il consolidamento della Consulta fino alla sua attuale configurazione, mettendo in luce il ruolo centrale svolto nel mantenere vivi i legami culturali, sociali ed economici con le comunità all’estero.
«Siamo una terra che vive di export e di relazioni internazionali – ha dichiarato il presidente dell’Assemblea legislativa regionale Maurizio Fabbri – e i nostri emiliano-romagnoli nel mondo sono piccoli ambasciatori del territorio». I delegati presenti a Bologna arriveranno da quattro continenti, dall’Argentina al Canada, dal Sudafrica al Regno Unito.
A sottolineare il valore associativo della rete all’estero è stata anche la vicepresidente della Consulta, Elena Ugolini: «Le associazioni di emiliano-romagnoli nel mondo sono oggi 80. Sono radici che non vogliamo perdere e che continuano a rafforzare l’identità della nostra comunità, anche lontano da casa».
Un anniversario che diventa così non solo celebrazione, ma rilancio di un modello di partecipazione e dialogo internazionale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini.































