Una giornata dedicata alle radici, allo sport e alle storie di emigrazione italiana. Venerdì 10 aprile il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) ospita un doppio appuntamento che unisce racconto storico e identità culturale, con eventi tra Genova e Cogorno.
La mattinata si aprirà alle ore 11:30 con la presentazione del libro “Lou Carnesecca – da Pontremoli a New York. L’allenatore italiano che divenne icona del basket in America”, scritto da Lorenzo Mangini. Un volume che ripercorre la straordinaria parabola dell’allenatore italoamericano, partito dalle origini familiari legate all’Italia fino a diventare protagonista al Madison Square Garden.
Carnesecca rappresenta una figura simbolo dell’emigrazione di successo: dalla vita a East Harlem alla consacrazione nel basket americano, senza mai perdere il legame con le proprie radici italiane. Un esempio di sport come strumento di integrazione e crescita, soprattutto per i giovani provenienti da contesti difficili.
L’incontro, introdotto da rappresentanti delle istituzioni sportive e culturali, si inserisce nel più ampio lavoro del MEI volto a valorizzare il contributo degli italiani nel mondo, anche attraverso progetti innovativi e immersivi che raccontano il legame tra emigrazione e sport.
Nel pomeriggio, l’attenzione si sposterà a Cogorno con l’inaugurazione del Civico delle Radici “Un Angelo in Valparaíso – Il viaggio dalla Liguria al Cile tra santi, sportivi ed emigranti”. Un percorso che racconta le storie dei liguri emigrati verso il Sud America, con particolare riferimento alla comunità italiana in Cile.
Alla cerimonia interverranno rappresentanti istituzionali e della comunità italiana all’estero, con contributi anche dal Cile, a testimonianza di un legame ancora vivo tra le due sponde dell’oceano.
A seguire, presso la Biblioteca del Gatto Fliscano, sarà inaugurata la mostra fotografica “Destinazione Valparaíso: storie di viaggi liguri verso la Perla del Pacifico”. Un racconto visivo fatto di immagini e documenti storici che accompagnano il visitatore lungo le rotte migratorie dei liguri, restituendo uno spaccato intimo e autentico di un fenomeno che ha segnato profondamente la storia italiana.
L’iniziativa rappresenta un’occasione per riflettere su identità, memoria e appartenenza, valorizzando storie di uomini e donne che, partiti dall’Italia, hanno contribuito a costruire comunità e cultura nel mondo.































