Elly Schlein, il PD vira a sinistra?

Se fosse eletta segretaria, probabilmente, Elly Schlein spingerebbe molto su temi come l'aborto, l'eutanasia, l'omosessualità (ella stessa è bisessuale dichiarata) e l'immigrazione, temi che oggi sono i cavalli di battaglia della sinistra.

Elly Schlein
Elly Schlein

Elly Schlein, già vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, potrebbe essere la prossima segretaria del Partito Democratico. Se tutto ciò dovesse confermarsi, ci sarebbe la virata a sinistra del partito.

Nata nella città svizzera di Lugano il 4 maggio 1985 e figlia di un politologo americano di origine ebraica e di un’italiana, Elly (all’anagrafe Elena Ethel Schlein) è cittadina italiana, americana e svizzera. Nel 2008 e nel 2012, partecipò alle campagne per le elezioni presidenziali di Barack Hussein Obama. Certamente, Elly Schlein rappresenta l’anima più di sinistra del Partito Democratico. La sua idea di politica si rifà a quella dell’attuale Democratic Party americano, il quale è molto spostato a sinistra. Infatti, il Democratic Party (il Partito Democratico americano) vede il peso maggiore della sua componente più di sinistra, rispetto a quella centrista.

Se fosse eletta segretaria, probabilmente, Elly Schlein spingerebbe molto su temi come l’aborto, l’eutanasia, l’omosessualità (ella stessa è bisessuale dichiarata) e l’immigrazione, temi che oggi sono i cavalli di battaglia della sinistra. Non guarderebbe molto al centro. Porterebbe qui in Italia quell’orientamento ideologico che negli States è definito “Cultura Woke”. Del resto, ciò che avviene negli USA ha un riverbero anche qui da noi,

Certamente, una leadership di Elly Schlein nel Partito Democratico sarebbe un’incognita per tutta la politica italiana. La sensazione è che il centrosinistra voglia trovare una figura speculare a quella che è oggi l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel centrodestra. Insomma, il centrosinistra cerca una sorta di “Anti-Meloni”. Sarà Elly Schlein?

Certi tratti della sua storia, della sua ideologia e della sua personalità sono antitetici rispetto quelli dell’attuale presidente del Consiglio. Resta da capire come mai una persona non iscritta al PD possa correre per la leadership. Forse, il PD è così in crisi da doversi affidare ad “Papa straniero”, anzi, nel caso specifico, ad una “Papessa straniera”? Certamente, tutto è irrituale.