Silvio Berlusconi perderà le elezioni. Ne è convinto Mario Monti, candidato premier di Scelta civica, che ospite a Repubblica TV afferma: “Berlusconi non vincerà le elezioni e non restera’ leader del PdL". Cosa accadrà dopo? “Riprenderà quel flusso verso altre parti politiche che vecchi e nuovi eletti del Pdl avevano già iniziato”.
Monti sostiene di essere più credibile del Cavaliere per ciò che riguarda la diminuzione delle tasse: “Un impegno di graduale riduzione delle tasse preso dal sottoscritto e da Scelta Civica e’ piu’ credibile dello stesso impegno preso da Berlusconi, primo perche’ siamo svincolati dai partiti, secondo siccome siamo ritenuti credibili nei mercati non si determinerebbe un aumento dei tassi d’interesse e dello spread, e soprattutto continueremo una lotta all’evasione". Per quanto riguarda l’Imu: "Vediamo queste lettere sull’Imu… Io avevo detto ‘questo fara’ dei tentativi per comprare il voto degli italiani con i soldi dello Stato’, ma non pensavo che avrebbe incarnato cosi’ alla lettera quello che temevo avrebbe fatto e che sta facendo".
Monti non risparmia nemmeno il Pd, nato "il 14 ottobre 2007", ma nello stesso tempo la provenienza di alcuni dal Pci, "nato mi pare a Livorno nel 1921" non e’ una "cosa da nascondere. Trovo una certa tendenza a nasconderlo e io da parte loro non lo farei". Bersani ha "le qualita’ necessarie" per fare il premier, avendo dimostrato "capacita’ di dialogo" ai tempi del governo ‘Abc’, ma "ho difficolta’ a ritenere che con la coalizione di cui e’ leader possa governare efficacemente per un’Italia piu’ equa e dinamica". Il presidente del Consiglio precisa che la sua non e’ "una dichiarazione di alleanza, non e’ una dichiarazione in vista di un’alleanza, ne’ un endorsement o una mia benedizione nei confronti di Bersani, che non ne ha bisogno". "Quello che ho detto e’ che di Berlusconi la capacita’ di governo e’ stata testata molte volte, a giudizio mio e di tanti altri in modo negativo, quella di Bersani non e’ mai stata testata. Come ministro ha saputo governare, per come l’ho visto io nei molti dialoghi che ho avuto con Alfano e Casini, ho visto molta capacita’ di dialogo, come persona ha le qualita’ necessarie ma ho molta molta difficolta’ a pensare che con la sua coalizione possa governare".
Sul tema del lavoro: “Capisco che quella frase, il posto fisso e’ monotono, in una situazione di disperante disoccupazione giovanile e precarieta’ puo’ sembrare offensiva, ma oggi tutti dobbiamo attrezzarci a modificare piu’ di una volta il tipo di lavoro e il luogo del lavoro. Il tema del lavoro e della disoccupazione giovanile e’ il problema numero uno e questo richiede molti interventi. Non possiamo ammettere che i giovani debbano scegliere tra disoccupazione, emigrazione" o avvicinarsi alla criminalità organizzata.
GAY, RAFFORZARE I DIRITTI MA SULLE ADOZIONI SONO A DISAGIO Per le coppie omosessuali i "diritti vanno rafforzati. Adozioni? Sono molto a disagio con questo fenomeno". Sulla "legge 40 ci sono diverse sensibilita’ all’interno del nostro movimento".
VENDOLA? NON E’ PERICOLO COMUNISTA MA E’ DIVERSO DA ME "Non credo che Vendola sia comunista, sempre che lui si definisca cosi’" ma ha una "cultura politica" "diversa dalla mia" e si e’ sempre detto incompatibile con me. Monti ha lodato alcuni punti del programma di Vendola, in particolare quello sull’economia verde ed ha ammesso: "Non vedo il pericolo comunista". Detto questo restano le distanze: "ogni parte della scacchiera politica ha una sua cultura e una sua derivazione intellettuale; nella coalizione di centrosinistra c’e’ una componente culturale importante che e’ diversa da quella mia, che e’ di economia sociale di mercato competitivo. Vendola stesso ha sempre detto ‘io sono incompatibile con Monti’".
































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