Dopo le Europee scorre sangue in Forza Italia, azzurri spaccati

Forza Italia vive forse il momento più difficile dopo la 'traversata del deserto' del '96. Il 9% alle europee ha avuto l'effetto di uno tsunami sul partito

Silvio Berlusconi

Forza Italia si lecca le ferite dopo la botta delle Europee, elezioni che non sono andate affatto bene. Il partito azzurro non ha nemmeno superato la soglia psicologica del 10% dei voti. Male, molto male.

Laura Ravetto, deputata azzurra, in una intervista a Libero taglia corto: “E’ arrivato il momento che in Forza Italia scorra il sangue”. E ancora: “Ci scanneremo, ma chi vincerà indicherà la linea, naturalmente avvallata da Berlusconi, che rimane il leader e l’unico vero campione di preferenze del partito”. Vedremo.

Forza Italia vive forse il momento più difficile dopo la ‘traversata del deserto’ del ’96. Il 9% alle europee ha avuto l’effetto di uno tsunami su un partito già disorientato dall’alleanza con la Lega nel centrodestra e l’opposizione al governo Conte guidato dalla coppia Salvini-Di Maio.

Da tempo è in corso lo scontro tra la squadra nordista filosalviniana e quella ortodossa, dove spiccano i ‘sudisti’ che fanno capo a Gianfranco Miccichè e Mara Carfagna, determinanti a chiedere pari dignità politica a Silvio Berlusconi negli organismi che contano.

I parlamentari campani, protagonisti ieri di uno scontro con la senatrice Licia Ronzulli, restano sul piede di guerra. Così come i siciliani e i calabresi, forti di ”oltre il 50% dei voti attuali azzurri” ottenuto alle elezioni del 26 maggio. Molti chiederanno al Comitato di presidenza di indire un Congresso nazionale, già a luglio.

Berlusconi guarda al futuro e pensa a una gestione collettiva, con una sorta di team di ‘saggi’, che avranno il compito di guidare il partito in questa fase di transizione. C’è chi teme, però, che questa soluzione sia una riedizione del vecchio direttorio, che di fatto non apporterebbe nulla di nuovo al movimento forzista, ormai ridotto solo al peso del suo leader, che ha incassato oltre 500mila preferenze.

Intanto prima del Comitato di presidenza convocato alle 16 per una prima analisi del voto dopo il 9% di Forza Italia, Silvio Berlusconi, riferisce l’Adnkronos, ha riunito a palazzo Grazioli i capigruppo di Camera e Senato Mariastella Gelmini e Annamaria Bernini. Al pranzo presenti anche la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna e il vicepresidente di Fi, Antonio Tajani. Gelmini ha annunciato ieri sera, alla riunione del gruppo di Montecitorio, le sue dimissioni da coordinatrice regionale del partito in Lombardia.

Poche ore fa, infatti, sul tavolo dell’ex premier sono arrivate le dimissioni di Mariastella Gelmini da coordinatrice del partito in Lombardia. E’ stata lei stessa ad annunciarlo nel corso della riunione del gruppo che si è tenuta ieri sera. La decisione, ufficializzata “al temine della campagna elettorale”, sarebbe legata alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti del partito nella regione.