‘Don Jon’, uno schiaffo agli italo-americani – di Roberto Zanni

Si chiama ‘Italian American One Voice Coalition’, è l’organizzazione più grande negli States nella lotta contro i pregiudizi. Una battaglia difficile che si deve combattere ogni giorno, ma che a volte diventa più di una guerra. ‘Italian American One Voice Coalition’ si è fatta conoscere negli States soprattutto per la lotta, senza quartiere, contro il tristemente famoso ‘Jersey Shore’, il reality che per qualche anno ha invaso le case non solo degli americani, ma che adesso, fortunatamente, è stato cancellato: aveva annoiato anche i più fedeli
telespettatori… 

‘Jersey Shore’ era la rappresentazione del peggio degli italo-americani: già, i famosi stereotipi che spazzarli via sembra proprio una impresa titanica.

Chiuso ‘Jersey Shore’ però il lavoro per ‘Italian American One Voice Coalition’ non è certo finito, anzi è cresciuto con l’uscita di un film ‘Don Jon’, diretto e interpretato da Joseph Gordon-Levitt, accompagnato nella sua ‘fatica’, da Scarlett Joahnsson, Julianne Moore e Tony Danza. Il protagonista della pellicola, interpretato dallo stesso regista, è un italoamericano, Jon Martello, che poi non è altro che un moderno Don Giovanni, con la sua lista di cose da fare, che vanno dalla palestra, il corpo bisogna curarlo, alla messa della domenica. In mezzo, tra le altre cose, ragazze, famiglia e soprattutto i film pornografici, una passione che diventa una vera e propria fissazione. Ed è la rappresentazione di Jon e della sua famiglia, con stereotipi di vecchia data legati agli italo-americani, che ha mandato su tutte le furie la ‘Coalition’. "Ci risiamo, un’altra volta con gli stessi stereotipi-razzisti sugli italo-americani nei film” – il veemente comunicato dell’associazione firmato dal fondatore Dr. Emanuele ‘Manny’ Alfano – con Joseph Gordon-Levitt ironicamente figlio di genitori che avevano fondato una organizzazione ebraica, Jewish Progressive Alliance che combatteva le ingiustizie sociali, però nel suo film denigra gli italo-americani e gli stessi giudei, per questo dovrebbe vergognarsi di se stesso. Nel film interpreta uno stupido personaggio, porno-dipendente che indossa un clone della tshirt ‘Jersey Shore’, figlio di un altrettanto stupido padre, l’attore Tony Danza, tristemente famoso per le interpretazioni di buffoneschi personaggi italo-americani.

Tutti in t-shirt bianche e una delle scene più ridicole è quando la famiglia si trova a tavola durante una cena a base di spaghetti. Una critica apparsa su RoberEbert.com, parlando della madre di Jon, nei cui panni c’è Glenne Headly, dice che dovrebbe avere una nomination ai Razzie (il contrario degli Oscar, il peggio dell’anno al cinema) per interpretare il più grande stereotipo di mamma italiana nella storia del cinema. E non è tutto qui, perchè il Dott. Alfano riserva per la fine l’attacco più pesante a Joseph Gordon-Levitt: "Dovrebbe sottoporsi a una terapia per come ha denigrato gli italo-americani”, ha concluso il fondatore della ‘Coalition’ che, per essere precisi, sì è incentrata sulle questioni riguardanti gli italo-americani, ma si occupa di tutti gli stereotipi, non importa razza o religione: “Levitt dovrebbe smettere ora, portare fuori dai cinema questa banale immondizia e donare a opere di carità i proventi che ha ottenuto".

La protesta, così sanguigna, non si è fermata alle parole, ma l’associazione che vigila sui pregiudizi ha esortato la gente a prendere il telefono e subissare di chiamate di protesta la società di produzione del film e chi lo distribuisce oltre che a farsi sentire sui social network. Tony Danza, uno dei protagonisti, origini italianissime, tempo fa aveva detto che nella sua carriera era stato fortunato, in quanto mai aveva dovuto denigrare gli italiani. "Sono orgoglioso delle mie origini – parole di Danza – solo una volta ho dovuto mettermi nei panni di un gangster. Non voglio prendere in giro me stesso e il mio popolo. Ho avuto un sacco di commenti positivi per il film, da parte di gente il cui cognome finisce con una vocale. E non solo l’hanno detto di me, ma anche di Gordon-Levitt". Chi ha ragione allora, la ‘Coalition’ oppure Tony Danza? Difficile dare un giudizio definitivo, perchè se da una parte si fa molto presto, è facile e fa ‘cassetta’ cadere nel pregiudizio e negli stereotipi, a volte si fa altrettanto in fretta a vedere troppo in profondità, anche perchè colpiti nel passato da decine di produzioni, televisive e cinematografiche, dove gli italo-americani non erano certo visti nel migliore dei modi. A volte poi anche un briciolo di autoironia non guasta, non si può pretendere di essere visti soltanto dalla parte positiva, un po’ di critica, se gestita bene, può essere utile… Però in questo caso c’è solo una maniera per decidere chi ha torto e chi ragione, andare al cinema e vedersi il film. Una maniera che sicuramente accontenterà qualcuno.