Dl Elezioni, la bozza: sperimentazione voto elettronico slitta al 2023

La sperimentazione è riferita al voto degli italiani all’estero e degli elettori temporaneamente fuori dal comune di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche

Niente voto elettronico al prossimo election day; la sperimentazione “in considerazione della situazione politica internazionale e dei correlati rischi connessi alla cybersicurezza” partirà solo dal prossimo anno. Lo prevede una bozza del dl Elezioni, presa in visione da Public Policy, attesa sul tavolo del Cdm. La norma interviene su quanto aveva stabilito la legge di Bilancio 2020. Questa aveva istituito il Fondo per il voto elettronico con uno stanziamento di 1 milione di euro per il 2020 per l’introduzione in via sperimentale del voto in via digitale nelle elezioni europee, politiche e per i referendum.

La sperimentazione è riferita al voto degli italiani all’estero e degli elettori temporaneamente fuori dal comune di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche.

La bozza, “in considerazione della situazione politica internazionale” vista la guerra in Ucraina “e dei correlati rischi connessi alla cybersicurezza”, stabilisce che la sperimentazione parta dal 2023. Di conseguenza il fondo per il voto elettronico è finanziato con uno stanziamento di 1 milione di euro per il prossimo anno.