Di Maio: “Gli italiani all’estero siano protagonisti della crescita dell’Italia”

"Gli italiani all'estero non si sentano esclusi dalle scelte politiche, stiamo lavorando a una nuova prospettiva per l'associazionismo italiano nel mondo che possa contribuire alla crescita del Paese"

Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, intervenuto in apertura della quarta conferenza permanente stato-regioni-Cgie, ha sottolineato l’importanza delle comunità italiane all’estero nel lavoro della Farnesina.

“Il CGIE è un interlocutore essenziale per cogliere a pieno le dinamiche dei nostri connazionali nel mondo, che sono circa 6 milioni, rappresentano la 21esima regione d’Italia e sono parte integrante dell’Italia, un patrimonio di risorse unico che la Farnesina continuerà a sostenere contando sul lavoro quotidiano della rete diplomatica”: così Di Maio in un video messaggio inviato alla Conferenza.

“Incentivare la circolarità dei flussi è una priorità della Farnesina – ha assicurato -, stiamo individuando le iniziative per una formazione professionale con l’obiettivo di una rapida integrazione sul mercato di destinazione. I talenti italiani all’estero sono una risorsa preziosa di ritorno, dobbiamo valorizzarli favorendo la circolarità”.

“L’emigrazione italiana è formata da un lato dagli emigrati di lunga data, che da decenni o generazioni vivono all’estero, dall’altro dai nuovi emigrati, giovani di talento che sono andati all’estero per trovare lavoro. La Farnesina intende favorire la circolarità e la mobilità di questa emigrazione”.

Di Maio ha sottolineato l’essenzialità dell’internazionalizzazione del sistema Italia, evidenziando l’importanza del patto per l’export, siglato l’anno scorso, e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, al cui interno il progetto Turismo delle Radici si rivolge proprio a un ampio bacino di utenza di milioni di italiani e italo-discendenti all’estero.

Il titolare della Farnesina ha ricordato dunque l’investimento del Pnrr sul turismo delle radici, con l’obiettivo di “rilanciare l’Italia del post Covid”. Il turismo delle radici “mira alla promozione dei flussi turistici meno noti, un progetto che realizziamo con la collaborazione degli enti locali per sfruttare le sinergie con i territori di provenienza degli italiani all’estero”.

“Gli italiani all’estero non si sentano esclusi dalle scelte politiche, stiamo lavorando a una nuova prospettiva per l’associazionismo italiano nel mondo che possa contribuire alla crescita del Paese”. “Vogliamo esortare gli italiani all’estero ad assumere un ruolo da protagonisti. La presenza attiva dei nostri connazionali nel mondo deve produrre un’eco costante in Italia, una voce che non deve rimanere inascoltata”.