De Bonis (MAIE-Italia23): “Cari cecchini a comando, sull’agricoltura avete sbagliato mira”

“Lo dico chiaro e tondo: puntiamo a creare un orizzonte di centro che allarghi il perimetro della maggioranza e la renda più stabile. Ci riusciremo? Forse. Ho ricevuto promesse in cambio di questo mio impegno? No. Ho solo accolto l’appello del Capo dello Stato Mattarella”

“Quando un animale è debole attacca con più ferocia. E in questi giorni gli attacchi si sprecano, con una precisione da fare invidia ai migliori cecchini. Evidentemente non va giù che qualcuno, alla luce del sole e senza trame sottobanco, cerchi di costruire un nuovo soggetto politico a sostegno del governo. Lo dico chiaro e tondo: puntiamo a creare un orizzonte di centro che allarghi il perimetro della maggioranza e la renda più stabile. Ci riusciremo? Forse. Ho ricevuto promesse in cambio di questo mio impegno? No. Ho solo accolto l’appello del Capo dello Stato Mattarella”. Lo ha dichiarato il senatore Saverio De Bonis, membro del MAIE-Italia 23, nel commentare alcuni articoli usciti sulla stampa.

“Per impallinare questo progetto – continua il senatore – qualcuno ha deciso di gettare fango sulla mia persona tirando fuori una vecchia vicenda già ampiamente chiarita. Ma per evitare ad altri la fatica di fare le opportune verifiche, spiegherò io stesso come sono andate le cose. Anni fa ho pagato una sanzione amministrativa pari a 2700 euro per un errore tecnico verificatosi in una domanda di contributo presentata dalla società di cui faccio parte insieme a mio fratello minore. Il contributo aggiuntivo spettava a giovani con meno di quarant’anni, requisito posseduto da mio fratello. Per una distrazione dei tecnici che ci seguivano – per carità, sbagliare è umano – a firmare la domanda non fu mio fratello ma io. Questa è la gravissima onta di cui oggi mi accusano per screditare un mio eventuale incarico di Governo, incarico che, lo ripeterò tutte le volte che sarà necessario, non ho chiesto nella maniera più assoluta e non mi è stato offerto se non dalla stampa”.

“In qualità di perito agrario – conclude il senatore – mi ritengo un tecnico della materia e la mia esperienza pratica in campo agricolo mi ha portato a lavorare in Commissione Agricoltura sino a giungere alla nomina di segretario della stessa, grazie al sostegno dei colleghi membri. Come affermo con orgoglio la qualifica professionale di perito agrario, cosi smentisco fermamente di aver mai utilizzato in prima persona il titolo di agronomo, a meno che qualcuno non abbia fatto confusione”.