C’è sempre uno che si crede più furbo degli altri. Ma che poi, il più delle volte, fa una brutta fine. Come quella che è toccata a un dominicano arrestato all’aeroporto di Ancona con quasi un chilo di cocaina. 640 grammi, per la precisione. La droga era contenuta in 55 ovuli che il cittadino della Repubblica Dominicana aveva ingoiato e dunque portava nello stomaco. Roba che, se solo se ne fosse aperto uno, sarebbe morto poco dopo.
Il dominicano arrivava da Charleroi, in Belgio, dopo aver attraversato l’oceano: ad attenderlo ha trovato militari della Guardia di finanza, che l’hanno condotto in ospedale, su autorizzazione del magistrato. Le radiografie hanno accertato la presenza dello stupefacente, che, una volta tagliato, avrebbe fruttato 200 mila euro.
Sono sempre di più i cittadini della Repubblica Dominicana che partono da Santo Domingo e arrivano in Europa – gli Stati Uniti d’America non sono più la meta “preferita” dei corrieri della droga, che cercano un mercato governato dall’euro, moneta forte e che rende molto nei Paesi del Centro e Sud America – portando con sé cocaina, o nell’addome o nascosta in valigia, magari dentro contenitori di caffè, per confondere l’odoro. Ma il più delle volte vengono beccati e arrestati. Si parla di traffico internazionale, anni di galera sono assicurati. La libertà non ha prezzo, ma forse è tale la disperazione – o l’ingordigia – di questi poveri cristi che sono disposti a tutto. Anche a vivere parte della loro vita dietro le sbarre.
































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