Da che parte sta Forza Italia?

Da un lato, vuole governare le regioni ed i comuni con gli altri partiti del centrodestra (come Lega e Fratelli d'Italia) e, dall'altro, strizza l'occhio a possibili nuove alleanze con partiti come Italia Viva, Azione, i Centristi per l'Europa e (forse) anche il Partito Democratico. Serve chiarezza

Forza Italia dà dei segnali contrastanti. Dice di continuare a volere restare nel centrodestra ma fa molti distinguo, affermando di non volere un centrodestra “sovranista”. In occasione delle elezioni presidenziali americane, il presidente del partito Silvio Berlusconi ha sostenuto il candidato democratico Joe Biden anziché il presidente uscente Donald Trump. Però, Lega e Fratelli d’Italia si sono schierati con Trump e sostengono posizioni sovraniste. Il sospetto è che Forza Italia voglia ricorrere alla politica del “doppio forno”.

Da un lato, vuole governare le regioni ed i comuni con gli altri partiti del centrodestra (come Lega e Fratelli d’Italia) e, dall’altro, strizza l’occhio a possibili nuove alleanze con partiti come Italia Viva, Azione, i Centristi per l’Europa e (forse) anche il Partito Democratico. Del resto l’attuale ministro della Pubblica Amministrazione ed esponente forzista Renato Brunetta ha parlato di un’alleanza di governo tra popolari e socialisti. Insomma, sembra che qualcosa stia bollendo in pentola. Forse, un bel “gran bollito centrista”?

Comunque, citazioni culinarie a parte, per correttezza verso gli elettori (e in particolare verso il suo stesso elettorato) il partito di Berlusconi dovrebbe chiarire la sua posizione una volta per tutte. Dovrebbe dire ciò che vuole fare. Lo scrive uno (come il sottoscritto) che per anni ha sostenuto e votato Forza Italia ma che poi, visti i continui cambi di posizione del partito (come nel caso del patto del Nazareno con il Partito Democratico dell’allora segretario Matteo Renzi) si è trovato spiazzato e ha scelto di rivolgersi ad altri che sono meno ambigui nelle posizioni.

Non si può dire di essere alleati con i “sovranisti” e poi continuare a prendere le distanze da loro. Il messaggio è ambiguo e queste ambiguità fanno male al centrodestra. Quanto accaduto alle recenti elezioni amministrative (con i ballottaggi) lo dimostra.