Il governo italiano continua a lavorare per garantire la sicurezza dei cittadini italiani all’estero nel contesto della crisi internazionale che coinvolge l’area del Golfo Persico. A ribadirlo è stato il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, intervenuto nell’aula della Camera dei Deputati durante le comunicazioni sull’evoluzione del quadro internazionale.
“Continuiamo a lavorare perché parlando con i nostri alleati e interlocutori – europei e non – stiamo cercando di ridurre i rischi per i nostri connazionali. E quello che ha fatto l’Italia per i concittadini non lo ha fatto nessuno”, ha dichiarato Tajani, aggiungendo che “sono tutti assistiti”.
Tajani: “La narrativa del fallimento della politica estera è solo dell’opposizione”
Nel corso della replica ai parlamentari, il titolare della Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha risposto anche alle critiche delle opposizioni sulla gestione della politica estera.
“In merito alle critiche sulla politica estera, ritengo che ogni opinione sia legittima; tuttavia, l’idea di un fallimento sembra essere una narrativa circoscritta esclusivamente all’opposizione interna. A livello internazionale, infatti, il riscontro è di segno opposto. A conferma della solidità della nostra strategia, i dati sul commercio estero parlano chiaro: nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita del 3,3%”.
Il ruolo del governo e il confronto politico
Nel dibattito parlamentare Tajani ha anche sottolineato che la linea del governo sulla crisi internazionale è condivisa con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Non credo che direbbe cose diverse da quelle che abbiamo detto il ministro Crosetto né io”, ha affermato Tajani riferendosi alla premier, spiegando che un eventuale intervento in Aula dipenderà dall’evoluzione della situazione internazionale.
Nel corso del confronto politico non sono mancati momenti di tensione con l’opposizione. “Non mi devo vergognare di nulla”, ha dichiarato Tajani, ricordando polemicamente che “chi non ha rispettato il Parlamento mandando gli aerei a bombardare i Balcani è stato il presidente del Consiglio Massimo D’Alema”.
Energia, conti pubblici e rischio speculazioni
Il ministro ha poi affrontato anche il tema delle possibili conseguenze economiche della crisi, in particolare sull’energia.
“Vigileremo perché l’aumento dei prezzi della benzina oggi non ha alcun senso, le conseguenze si vedranno tra uno o due mesi. Se c’è speculazione faremo controlli per verificare se c’è e da parte di chi”, ha spiegato Tajani, aggiungendo che “un problema nei conti pubblici è stato provocato dalla vicenda superbonus”.
Dialogo aperto con l’Iran
Sulla gestione diplomatica della crisi è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, sottolineando che l’Italia mantiene canali di dialogo aperti anche con Iran.
“Siamo forse uno dei Paesi che ha ancora dei canali di dialogo aperti anche con l’Iran”, ha affermato Crosetto, evidenziando come la gestione delle crisi internazionali passi anche attraverso canali diplomatici discreti.
Nel frattempo il governo ribadisce l’impegno a lavorare con gli alleati per evitare un allargamento del conflitto in Medio Oriente e favorire una conclusione della crisi nel più breve tempo possibile.































