COVID | “Virus anche sui mezzi pubblici, non solo in ristoranti e palestre come pensa il governo”

Federico Rocca, responsabile romano enti locali FDI: “Su campi rom fallimento Raggi, sgombero Castel Romano è una grandissima bugia”

La linea gialla M3 della metro affollata a metà pomeriggio- Passeggeri sui mezzi pubblici a Milano in tempi dicivid e mascherine obbligatorie - Ansa/Matteo Corner Autore: Matteo Corner | Ringraziamenti: ANSA Copyright: ANSA

Federico Rocca, responsabile romano enti locali FDI, è intervenuto su Radio Cusano Campus e riguardo l’ispezione anti-covid dei Nas sui mezzi pubblici a Roma: “Non siamo stupiti, è la conferma di ciò che denunciamo da prima dell’estate. A quanto pare per qualcuno il virus gira solamente per palestre, ristoranti, ecc… oggi invece c’è la conferma che il virus gira anche sui mezzi pubblici. Sono dei luoghi a rischio sia per chi ci lavoro che per chi li deve prendere per spostarsi”.

Sullo sgombero dei campi rom. “Si sono inventati questo piano solidarietà perché hanno preso atto che il piano del superamento dei campi rom è fallito. Roma ha 7-8 campi regolari, 6 tollerati e un centinaio di insediamenti abusivi, qui si sta parlando solo dei 7-8 riconosciuti. Bisogna prendere atto che questa situazione così com’è non è più tollerabile per la sicurezza, per la dignità delle persone e per il costo del mantenimento di questi campi. Lo sgombero del campo di Castel Romano è una grandissima bugia, su 570 rom, ne hanno spostati 77. Hanno sgomberato l’area F a seguito di una sentenza. Ad alcuni è stata assegnata una casa popolare in barba a tante famiglie italiane che erano in coda da anni in graduatoria. E’ mai possibile che tra le migliaia di persone non ci sia una famiglia italiana che abbia una situazione particolarmente fragile degna di essere chiamata per una casa? Evidentemente i rom di Castel Romano sono più fragili di queste persone che da anni regolarmente attendono. Finiamola anche con la storiella che i rom sono italiani, molti sono bosniaci e non hanno permesso di soggiorno. Queste persone non solo non potrebbero avere una casa popolare, ma dovrebbero essere riaccompagnate nel loro Paese. Se qualcuno pensa che questa sia accoglienza e integrazione si sbaglia, questo è l’esatto contrario, è emarginazione e degrado”.