COVID | Mollicone (FDI): “Green pass strumento politico e discriminatorio”

“Di fatto è stato varato un obbligo vaccinale, ma il governo non si prende le responsabilità. Su quarantena decisione per non bloccare il Paese mantenendo una narrazione di emergenza. Manovra? La democrazia è diventata figurativa. Draghi ha trasformato il cdm in un cda e l’Italia in una grande multinazionale”

Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, è intervenuto su Radio Cusano Campus e riguardo alle nuove regole su quarantena e super green pass ha affermato: “Grande la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente. C’è grande disorientamento e alla fine i nodi vengono al pettine. Si è dimostrato che il green pass è un provvedimento politico e non sanitario, è un provvedimento discriminatorio che non va a colpire solo la popolazione residuale dei no vax convinti, ma va a colpire anche quella fascia grigia di persone che legittimamente hanno dei dubbi e che vedono compressi i propri diritti. Di fatto questo è un obbligo vaccinale, ma non puoi obbligare al vaccino, senza prenderti la responsabilità civile e risarcitoria di quello che può accadere. Anche l’iniziativa della quarantena è politica. Io ho avuto il covid e ricordo bene che mi sono negativizzato dopo 50 giorni. Adesso sono costretti a ridurre la quarantena e a neutralizzarla per i contatti perché altrimenti si blocca l’Italia. Questo Cts è leggermente migliore di quello del Conte 2, non era d’accordo sulla quarantena ridotta, ma il governo ha dovuto prendere questa decisione per non bloccare il Paese e per mantenere questa narrazione di emergenza”.

Sull’approvazione della Manovra. “Noi siamo spettatori. Il culmine si è raggiunto con questa manovra, perché il sedicente governo dei migliori ha governato con 33 fiducie. La quasi totalità dei provvedimenti approvati in cdm è stata approvata con la fiducia. E’ una sorta di pistola puntata alla testa della maggioranza per non far cadere il governo. La democrazia è diventata figurativa. Draghi ha trasformato il cdm in un cda e l’Italia in una grande multinazionale”.