CORONAVIRUS | Berlusconi sta meglio, ma senza di lui in prima linea gli azzurri sono preoccupati

L’ex presidente del Consiglio sa che non lascerà l’ospedale prima della prossima settimana, spera comunque di poter partecipare agli ultimi giorni di campagna elettorale, magari con qualche intervento telefonico

Migliora Silvio Berlusconi, ricoverato da cinque giorni al San Raffaele di Milano. Alberto Zangrillo, medico personale del Cav da oltre vent’anni, conferma che il quadro clinico del paziente ‘vip’ è “in costante evoluzione favorevole”, quindi in miglioramento.

Zangrillo, responsabile di Terapia Intensiva generale e Cardiovascolare del nosocomio milanese, parla di segnali ‘rassicuranti’ ma non eccede nell’ottimismo. Berlusconi è pur sempre un anziano signore, anche se ricco di vitalità; visti inoltre i problemi di salute pregressi, è giusto essere cauti. L’uomo di Arcore, colpito da polmonite bilaterale dovuta al contagio da Covid-19, è da osservare con attenzione.

Nella sua suite al padiglione Diamante intanto il leader di Forza Italia trascorre le sue ore per lo più riposando, nessun contatto con l’esterno. Le telefonate per il Cav vengono girate ai suoi familiari o ai collaboratori più stretti.

Protetto e coccolato, Berlusconi si sente comunque come un leone in gabbia. E’ la sua natura, del resto. E’ da sempre un combattente e vuole essere in prima linea, soprattutto in occasioni importanti come quella della campagna elettorale in vista delle Regionali.

L’ex presidente del Consiglio sa che non lascerà l’ospedale prima della prossima settimana, spera comunque di poter partecipare agli ultimi giorni di campagna, magari con qualche intervento telefonico.

Questo contagio da Covid19 arriva nel momento peggiore per Berlusconi, politicamente parlando: il partito contava molto su di lui per le elezioni regionali del 20 e 21 settembre. Le sorti degli azzurri, invece, per la prima volta nella storia sono di fatto nelle mani degli azzurri stessi e l’obiettivo è quello di raggiungere una percentuale a due cifre nelle regioni del Sud. In caso contrario, spiega un dirigente, “Fi sarebbe morta”.