Comites, Zin (MAIE): no a nuove liste, trovare fondi per informare connazionali

Continua il dibattito intorno alle elezioni dei Comites, programmate all’inizio per dicembre e poi rinviate dal governo alla primavera del 2015. Il MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero fondato e presieduto dall’On. Ricardo Merlo, nelle scorse ore ha già espresso fermo disappunto per la decisione del Governo Renzi di rinviare il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero; rinvio avvenuto a pochi giorni dalla scadenza del termine per manifestare la volontà di votare, e a poco più di un mese dalla data del voto. Ma non era meglio, allora, programmare fin da subito le elezioni per l’aprile del nuovo anno, se tutto faceva pensare che a causa della fretta con cui il governo ha organizzato queste elezioni, sarebbe stato ridicolo il numero di connazionali iscritti ai registri elettorali?

Secondo Claudio Zin, senatore MAIE, “era chiaro fin dall’inizio che cosa sarebbe successo” con le elezioni a dicembre, e con “quel sistema di voto – con l’inversione della opzione”, una novità rispetto al passato, “e i tempi ristretti del procedimento. Chi si aspettava una maggiore partecipazione non ha capito nulla”.

Per il senatore eletto nella ripartizione estera Sud America e residente in Argentina “non è coerente né serio chi, dopo aver accettato le regole e presentato liste con la propria sigla politica in alcune circoscrizioni, oggi canta ‘vittoria’ perché queste regole sono cambiate, e le elezioni rinviate: è la vittoria dell’incoerenza e, aggiungo, quando ci giungono voci di richieste di riapertura a nuove liste, dell’irresponsabilità”.

“In questi giorni – sottolinea l’italoargentino – non mancano le richieste proprio in questo senso. Ma, in questo pasticcio del rinvio delle elezioni, la presa di posizione del sottosegretario Giro, nettamente contrario a questa possibilità, è forse l’unico segnale di coerenza e serietà. Come ha ben segnalato il Sottosegretario (in una intervista rilasciata a ItaliaChiamaItalia) le leggi stabiliscono un limite: e in un sistema repubblicano e democratico i limiti non possono essere oltrepassati per la convenienza di qualcuno che pensa di avere il potere di cambiare le regole”.

“Proviamo a immaginare che cosa potrebbe succedere se la richiesta di alcuni parlamentari della maggioranza venisse accettata e si riaprisse la possibilità di presentare nuove liste, laddove ne sono già state ammesse una o più d’una. La legge dice chiaramente che se un elettore sottoscrive due liste entrambe le sue sottoscrizioni sono nulle. Sappiamo che ci sono dei casi in cui una lista è stata ammessa con poche firme in più rispetto al minimo richiesto. Ad esempio, facciamo il caso che nella Circoscrizione X, la lista A sia stata accettata con 106 firme. Quattro mesi dopo, 10 di quegli elettori sottoscrivono anche la nuova lista B, cosa succede alla lista A? Decade? È democratico aprire alla possibilità di fare cadere le liste già ammesse? Ma ipotizziamo che si dica: no, no, studiamo un emendamento per scongiurare questa possibile manovra fraudolenta. Bene, allora la Lista A chiama tutti i suoi 106 sottoscrittori e presenta la lista C, che poi funziona come una sua collegata! Il rimedio sarà peggiore della malattia!”.

Insomma, per Zin “la possibilità di presentare nuove liste, a termine già scaduto, è completamente illegittima. E irresponsabili sono i parlamentari che spingono per questa possibilità, che porterebbe inevitabilmente alla sospensione delle elezioni, a causa del diluvio di ricorsi al Tar che sarebbero presentati dalle liste danneggiate. Se una formazione politica non riesce a trovare neanche 100 sottoscrittori per presentare una lista di candidati in una circoscrizione consolare, dovrebbe cominciare a riflettere sulla sua reale rappresentatività! Io sono convinto che il numero degli iscritti nelle liste dei votanti non salirà di molto con questo slittamento di date, perché il problema non è il termine più o meno lungo lasciato all’elettore per iscriversi; la causa della scarsa partecipazione è il sistema stesso dell’inversione dell’opzione! E’ utile, a questo punto, ricordare che si sono registrate percentuali di partecipazione molto basse alle elezioni politiche all’estero della Spagna (5%) e della Francia (2%), cioè in Paesi che hanno adottato criteri molto simili all’inversione dell’opzione del voto per i Comites”.

In conclusione, l’esponente del MAIE ritiene che “se si vuole ottenere una partecipazione superiore al 30%, si deve tornare ad un sistema simile al precedente. Per quanto mi riguarda, questa è l’unica conclusione che ci viene dal ‘test’ di queste elezioni del Comites. Intanto, invece di chiedere un’ingiusta e inopportuna riapertura a nuove liste, sarebbe più opportuno che certi personaggi manifestassero più rispetto dei principi democratici della partecipazione alle elezioni, e si impegnassero per cercare più fondi per garantire una efficace campagna informativa dei nostri connazionali sull’obbligo di iscriversi nelle liste elettorali per votare a queste elezioni dei Comites”.

COMITES MENDOZA, "NO A NUOVE LISTE" "A nome del Comitato di Mendoza, di cui sono Presidente, ribadisco la forte opposizione alla possibilità di  riaprire alle liste per le elezioni dei Comites". Così Bruno Pegorin, presidente Comites Mendoza, e Marcelo Romanello, segretario del Comitato e consigliere CGIE. "A Mendoza – si legge in una nota – sono state presentate nei termini di legge due liste che hanno raccolto le relative sottoscrizioni. Se ciò fosse consentito sarebbe una grave  ingiustizia nei confronti di coloro che hanno lavorato duramente per raggiungere e coinvolgere i connazionali iscritti all’AIRE: sarebbe la prima volta che si cambiano le regole nel corso del processo elettorale e rappresenterebbe un grave precedente per tutte le elezioni a venire. Siamo consapevoli che per i  tempi ristretti in cui si è deciso di andare a votare, vi sono  circoscrizioni consolari  in cui non si sono presentate liste a causa della difficoltà di informare adeguatamente la collettività: in questi casi siamo aperti a considerare la possibilità di dare una seconda chance, ma sicuramente non dove si è raggiunto già un risultato definitivo con la presentazione di almeno una lista".