Da noir macabro a intrigo internazionale. La strana morte di Eva Rausing continua a stupire, la ragnatela di misteri s’infittisce. La 48enne americana, moglie di Hans, erede del colosso Tetra Pak, sarebbe stata infatti a conoscenza d’informazioni riservate sulla morte del primo ministro svedese Olof Palme, freddato da un ‘lupo solitario’ nel 1986. Eva ne aveva parlato con i magistrati incaricati dell’inchiesta e ne aveva discusso con il giornalista Gunnar Wall. "Non dimenticarti – gli ha scritto – d’indagare se dovessi morire all’improvviso!". Proprio come in un thriller. Certo, il messaggio in questione, rinvenuto da Scotland Yard durante la perquisizione del suo computer personale, terminava con un "sto solo scherzando, spero". Insomma, sfogo adrenalinico da miliardarie annoiate (e sfinite dalla cocaina) o fatale presentimento? I detective britannici, dal canto loro, hanno confermato al Times di aver passato ai colleghi svedesi del materiale. Quanto rilevante non si sa. A Stoccolma peró le indiscrezioni sono sempre piú numerose. Rausing avrebbe infatti raccontato a Wall di aver scoperto l’identità del killer di Palme e di sapere dove era stata nascosta l’arma del delitto. Ovviamente la versione ufficiale del matto isolato, per altro dalla corte d’appello per mancanza di prove, sarebbe una fesseria. Dietro all’omicidio ci sarebbe invece un potente uomo d’affari che vedeva Palme come un pericolo per il suo business – trama che non sfigurerebbe in un tomo di Stieg Larsson. Il carteggio tra Rausing e Wall esiste ed è ora in possesso degli inquirenti. Stando poi allo svedese Dagens Nyheter la polizia britannica, durante la sua perquisizione sul PC (con una mossa alla Lizbeth Stalanger), ha trovato dati aggiuntivi.
"Posso confermare – ha detto il viceprocuratore generale svedese Kerstin Skarp – che Eva Rausing ha contattato gli investigatori responsabili del caso Palme e che abbiamo ricevuto del materiale dalle autorità britanniche". Per la Svezia non è poco. L’omicidio del primo ministro fu uno shock per la nazione baltica e, nonostante i mille rivoli dell’inchiesta, non è mai stato risolto. Basti dire che nel 2010 la Svezia ha abolito la prescrizione per i casi di omicidio – era fissata a 25 anni – appositamente per proseguire le indagini. Partite male e finite peggio. Olof Palme fu infatti colpito da colpi di arma da fuoco mentre rincasava con la moglie. Che, tre anni dopo i fatti, riconobbe Christer Pettersson come il killer responsabile. Criminale di piccolo cabotaggio e tossicodipendente, Pettersson fu assolto in appello nel 1989. E’ morto nel 2004.
Ora gli investigatori svedesi dicono di voler interrogare Hans Rausing in merito alla faccenda. L’erede della Tetra Pak ha evitato la galera per il rotto della cuffia a inizio mese. La polizia aveva scoperto il corpo senza vita della moglie il 9 luglio solo dopo averlo arrestato per guida sotto effetto di stupefacenti. L’autopsia ha poi concluso che la donna era deceduta intorno al 7 maggio. Hans, distrutto dal dolore e dallo shock, decise a quel punto di nascondere il cadavere sotto a un mucchio di vestiti e sacchi dell’immondizia, in una stanza da letto della loro lussuosa casa – un palazzo da 70 milioni di sterline. La corte gli ha creduto e gli ha ordinato di sottoporsi a una cura di disintossicazione.
































Discussione su questo articolo