CASO USEI | Italiani all’estero, Porta (Pd): “La mia è una battaglia per un voto all’estero sicuro”

Fabio Porta è pronto ad entrare in Senato. Manca solo il voto dell’Aula di Palazzo Madama. "Questa battaglia che ho condotto in Parlamento non è personale, ma è una lotta contro i brogli che ci sono stati al voto, provati dalla magistratura"

Fabio Porta, Pd

Come noto, la Giunta del Senato ha indicato Fabio Porta come colui a cui spetta il seggio lasciato libero dall’ormai ex senatore Adriano Cario, decaduto lo scorso 2 dicembre.

“Questa battaglia che ho condotto in Parlamento non è personale, ma è una lotta contro i brogli che ci sono stati al voto, provati dalla magistratura”, dichiara Porta all’Adnkronos. E ribadisce: “La mia non è solo una battaglia a mio nome, ma deve innanzi tutto restituire giustizia a quanto deciso dagli italiani all’estero, deve combattere l’impunità che si è rivelata evidente e che ora può essere sanata”.

Poi aggiunge: “Questa è una vicenda non conclusa, quindi non entro nel merito delle decisioni prese dalla Giunta e dal Senato, decisioni che rispetto. Sono comunque fiducioso”.

Porta, candidato nella ripartizione estera Sud America per il Partito Democratico, oggi è l’attuale coordinatore Pd Sudamerica. Toccherebbe a lui, dunque, secondo la Giunta, prendere il posto lasciato vacante da Cario. Ora l’Aula del Senato dovrà votare su quanto deciso in Giunta. Come finirà questa vicenda?

“Vedremo, sono fiducioso”, dice Porta, dopo che la Giunta ha accolto il suo ricorso per presunti brogli che avrebbero favorito Cario.