CASO BERLUSCONI | Tajani: “Gli audio rubati? Una vendetta”. Dal Ppe: “Silvio si ritiri”. Conte: “Fi non può esprimere il ministro degli Esteri” [VIDEO]

Le parole dello zio Silvio stanno creando non pochi imbarazzi a Fi, mentre dalle parti di Fratelli d’Italia ci si chiede perfino se davvero valga la pena fare un governo insieme ad un partito presieduto da una persona che si scambia regali e lettere “piene di dolcezza” con il dittatore guerrafondaio Putin

Continuano a far discutere gli audio “rubati” di Silvio Berlusconi, contenenti parole pronunciate dal leader di Forza Italia alla riunione dei gruppi parlamentari del partito. Cosa che fa ancora più male agli azzurri: evidentemente a quell’incontro c’era una “talpa” che poi ha inviato tutto alla stampa.

Antonio Tajani allarga le braccia: “Probabilmente è stata una vendetta. Magari di chi non è stato eletto”, dice.

Certo è che le parole dello zio Silvio stanno creando non pochi imbarazzi a Fi, mentre dalle parti di Fratelli d’Italia ci si chiede perfino se davvero valga la pena fare un governo insieme ad un partito presieduto da una persona che si scambia regali e lettere “piene di dolcezza” con il dittatore guerrafondaio Putin.

Per Tajani, in ogni caso, “Meloni non riaprirà la trattativa ministeriale. Andrà al Quirinale con la sua lista dei ministri. Quella trattata con Berlusconi, perché è Berlusconi a trattare su questi punti. E anche su di me decide Berlusconi”. Chiarissimo.

Intanto in Europa Manfred Weber, capogruppo del Ppe, di cui fare parte Forza Italia, sottolinea: “Non ci stancheremo mai di dire che Putin è un criminale di guerra”. “La Russia ha attaccato nuovamente Kiev con quasi trenta droni, uccidendo innocenti, tra cui una donna incinta”. “Non passa giorno senza che Putin e il suo regime diano notizie terribili e menzogne” prosegue Weber, intervenendo nella plenaria di Strasburgo, dove il dibattito ha anche toccato le dichiarazioni del Cavaliere. “Putin deve perdere e l’Europa non smetterà mai di sostenere l’Ucraina. Mai”.

Paulo Rangel, vicepresidente dell’eurogruppo: “Penso che le parole di Berlusconi siano tristi per tutti gli europei che soffrono per la tirannia di Putin”, ma sono comunque “opinioni personali”, dice, provando a gettare acqua sul fuoco.

Secondo Riho Terras, altro deputato del gruppo, “è ora che il veterano della politica Berlusconi si ritiri”. Ma il Cav non ha alcuna intenzione di fare un passo di lato.

C’è chi si chiede come abbia fatto l’uomo di Arcore a cascare in un tranello del genere; e soprattutto, come mai abbia pronunciato quelle parole con tanta ingenuità.

Fabrizio Cicchitto, ex capogruppo del Pdl ai tempi dell’ultimo governo dell’uomo di Arcore, uno che Berlusconi l’ha frequentato e conosciuto bene, al Foglio ha dichiarato: “Silvio a volte fa cose irrazionali che dipendono da un’esorbitante personalizzazione dei conflitti. E ora gli interessa solo una cosa, credetemi e non è politica: lui vuole sfregiare Giorgia Meloni, l’abusiva”. Senza pietà, il Berlusca.