In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dazi e catene del valore sempre più instabili, le Camere di Commercio Italiane all’estero rafforzano il proprio ruolo strategico nel supporto alle imprese. È quanto sottolineato dal viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini durante la riunione annuale delle CCIE operanti nell’area Europa.
Secondo Valentini, le Camere rappresentano un presidio “centrale” per le aziende che guardano ai mercati internazionali, grazie al loro radicamento territoriale, alla conoscenza diretta dei contesti locali e alle relazioni costruite nel tempo. Tuttavia, per affrontare le nuove sfide globali, è necessario un profondo processo di rinnovamento.
Il percorso di autoriforma, avviato nel 2024 su impulso di Assocamerestero e sviluppato in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, punta a rendere il network più moderno, manageriale e tecnologico. L’obiettivo è migliorare l’offerta dei servizi attraverso strumenti digitali innovativi e una comunicazione più efficace verso le imprese.
Tra le priorità indicate dal viceministro emerge la necessità di un coordinamento più strutturato con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con ICE Agenzia. Un’integrazione che consenta di valorizzare le diverse competenze: visione strategica e canali diplomatici da un lato, capacità operativa e progettuale dall’altro, insieme al radicamento locale delle Camere.
Altro nodo centrale riguarda il finanziamento pubblico, che secondo Valentini deve essere ripensato in chiave più efficace. Il cofinanziamento dovrà sostenere in particolare le attività non redditizie ma fondamentali per le piccole e medie imprese che vogliono entrare o consolidarsi sui mercati esteri, evitando sovrapposizioni con il settore privato.
Fondamentale anche l’aggiornamento della mission e dell’operatività delle Camere, con la definizione di standard comuni di qualità dei servizi e un modello capace di coniugare efficienza gestionale, capacità relazionale e presenza sul territorio.
Infine, il viceministro ha richiamato l’importanza della credibilità e della coesione interna alla rete. Il codice deontologico adottato, in particolare sui conflitti di interesse, rappresenta un segnale concreto verso imprese e istituzioni. Nei casi più gravi, ha avvertito, potrà essere avviata la revoca del riconoscimento.
“Il mondo cambia velocemente e con esso le regole del gioco – ha concluso Valentini –. Le Camere possono essere protagoniste di questa transizione, ma serve determinazione. Il MIMIT è al loro fianco per costruire una rete moderna, coesa e autorevole al servizio del Sistema Italia”.































