Briziarelli (Lega): “Il bilancio della Lega è positivo, quello del M5S lo vedremo il 26 maggio”

“Le elezioni europee sono un referendum su chi ha fatto gli interessi degli italiani. Di Maio è un po’ confuso perché prima guardava il modello Macron, ora guarda il modello gilet gialli”

Luca Briziarelli, Senatore della Lega, sull’appello di Di Maio alla Lega, intervenuto a Radio Cusano Campus ha detto: “Forse Di Maio non se ne è accorto, ma noi abbiamo cominciato a lavorare da un po’. Facendo un bilancio del lavoro dei ministeri, credo che quello dei ministri della Lega sia ampiamente positivo per quanto riguarda gli interessi degli italiani. Il bilancio del M5S lo vedremo il 26 perché lì ci sarà il giudizio degli elettori su quanto è stato fatto. Le elezioni europee saranno un referendum su chi ha fatto gli interessi degli italiani. Di Maio è un po’ confuso perché prima guardava il modello Macron, ora guarda il modello gilet gialli che non sono proprio la stessa cosa. Comprendiamo che chi finora ha avuto determinati risultati a livello di consenso cerchi di cambiare. Noi andiamo avanti come sempre, a noi interessa fare le cose, fin tanto che si faranno le cose noi continueremo a lavorare, magari esercitando yoga e zen come dice Salvini. Flat tax? Se si ha paura che il gradimento che il provvedimento porterà, questo non è negli interessi degli italiani”.

Sulle lenzuolate contro Salvini nelle varie città italiane. “La democrazia si vive e si difende anche in questo modo. Io non credo che un lenzuolo affisso faccia male a qualcuno. Benissimo la protesta, non ci spaventa. Accanto a qualche lenzuolo ci sono decine di migliaia di selfie, non col trabocchetto ma reali, che la dicono lunga su quale sia il gradimento. Nessuno può piacere a tutti. Credo si stia montando una polemica sul gradimento della Lega, finora i fatti dicono che per la Lega ci sono state piazze piene e urne piene”.

Sulla Regione Umbria. “In Umbria c’è un sistema di potere che non riguarda solo la sanità, ma anche altri ambiti. Di fronte a tutto questo il PD non ha il coraggio di votare sulle dimissioni. Quello che è uscito è solo la punta dell’iceberg di quello che uscirà sulla mala gestione dell’Umbria. Sul piano politico la condanna è nei dati macroeconomici della Regione. Il 26, per l’atteggiamento del PD, in Umbria il voto assumerà anche un significato di questo tipo, sarà una condanna inflitta dagli elettori per tornare al voto il prima possibile”.