Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, intervenendo alla trasmissione ‘Agorà’ su Raitre, ha spiegato di non avere “mai avuto problemi a incontrare Berlusconi in luoghi istituzionali, tranne che ad Arcore e a palazzo Grazioli. E’ lui che non e’ venuto alle preconsultazioni quando ero reincaricato”. Nelle prossime ore il leader del centrosinistra si incontrerà con il Cavaliere: “Non abbiamo ancora fissato dove ci incontreremo. Ragioneremo sul metodo con cui arrivare alla scelta del nuovo Presidente della Repubblica. Una elezione a larga maggioranza del Capo dello Stato non la vedo in connessione con il problema del governo. Non e’ mai stato cosi’. Io non sono disponibile a meccanismi di scambio”.
“Io le ho vissute le fasi del governo Monti – continua Bersani -, abbiamo vissuto gli elementi di paralisi e abbiamo vissuto anche il fatto che Berlusconi ad un certo punto se ne sia andato. Noi siamo rimasti lì, lui a tre mesi dalle elezioni se ne è andato. Quando lo incontro, glielo dirò ‘ti conosciamo mascherina’, quindi adesso cerchiam di capirci, perchè abbiamo già dato. Noi siamo leali, fino al punto da essere ingenui, quindi cerchiamo lealtà anche dagli altri".
“Renzi e’ una risorsa del centrosinistra”, ha detto Bersani, che però ha invitato il sindaco di Firenze a “essere attento ai toni”. Al segretario del Pd e’ stato mostrato un sondaggio secondo il quale il 28% vorrebbe lo stesso Bersani leader del partito, mentre preferirebbe Renzi il 36% del campione: “Renzi gode di una grande popolarita’, questo e’ indubbio, e puo’ essere una grande risorsa del Pd”, “quello che mi preoccupa e’ che poi questo non trovi una composizione nel centro-sinistra”. Per quanto riguarda i ‘toni’ usati da Renzi, Bersani ha criticato la formula “governissimo o voto subito”: “sono due cose diverse: il voto subito e’ l’estremizzazione dell’allarme, il governissimo e’ l’estremizzazione dell’inciucio”. “Bisogna scegliere – ha quindi aggiunto – io non sono ne’ per il governissimo ne’ per il voto anticipato” bensi’ per la proposta del “doppio registro” con un governo di minoranza e una Convenzione per le riforme con il Pdl.
LE REAZIONI DEL PDL Intanto il tempo passa e l’Italia non ha un governo, dopo oltre un mese e mezzo dal voto. Dal PdL, arrivano le reazioni alle parole del leader Pd: “Bersani è talmente disperato – dichiara il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri – da tentare di stravolgere la realtà. Oggi alla trasmissione televisiva Agorà è arrivato ad invocare un governo di minoranza. E il Pdl, secondo una tesi assurda, dovrebbe acconsentire uscendo dall’Aula? Smettiamola di dare i numeri. O governo con le principali forze politiche, o voto".
Si fa sentire anche Renato Brunetta, capogruppo PdL alla Camera: “Questa mattina, ad Agora’, Pier Luigi Bersani si e’ chiesto ‘ma chi puo’ credere che con Brunetta si possa fare un governo e riusciamo a imbroccare qualcosa?’ Desidero rispondergli: lui". Lui puo’ crederlo. Anche perche’ – prosegue Brunetta – e’ gia’ avvenuto: assieme a Baretta, parlamentare del suo partito, abbiamo riscritto la Legge di Stabilita’, che Bersani ha poi votato. Spero, in questo modo, di avergli reso meno angosciosa la giornata".
Secondo Anna Maria Bernini, senatrice e portavoce vicario del Pdl, “in questo momento Bersani e’ il problema. Continua ad evitare il punto di fondo: sono passati 44 giorni dalle elezioni e il suo tentativo di fare un governo e’ fallito. L’atteggiamento del segretario del Pd e’ quello di chi continua a sbattere la testa contro il muro”, mentre l’Italia rischia di affondare.
































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