Berlusconi pensa al dopo referendum, ecco la strategia del Cav

Dopo il disgelo tra l’uomo di Arcore e il presidente Mattarella, sono diverse le ipotesi sul tavolo. Intanto aumenta la tensione tra i leghisti e gli azzurri

Dal Renzi bis al governo di scopo per cambiare la legge elettorale e poi andare al voto. Il giorno dopo la ‘prima’ di Silvio Berlusconi al Colle con Sergio Mattarella nel centrodestra si sprecano le opzioni sugli scenari post-referendum. Ma soprattutto fa notizia il gelo di Lega e Fratelli d’Italia. Che sospettano inciuci con il ‘nemico’ Pd e un nuovo Nazareno sull’Italicum, soprattutto in caso di sconfitta del Si.

”Berlusconi sta cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte…”, dice Gian Marco Centinaio, capogruppo del Carroccio al Senato, convinto che il colloquio di ieri al Quirinale sia una delle mosse della cosiddetta strategia del doppio binario da sempre utilizzata dal leader azzurro per muoversi in più direzioni. ”Questo incontro – rincara la dose l’esponente leghista, fedelissimo di Matteo Salvini – mi dà l’idea che il presidente di Fi stia per iniziare a mettere le mani avanti, visto che si è schierato per il No ma, nello stesso tempo, vuol far capire a Mattarella che è disponibile ad appoggiare un eventuale Renzi bis”.

Dunque il ‘disgelo’ nei rapporti tra Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha come primo effetto quello di evidenziare le ‘crepe’ nella strategia del centrodestra in caso di vittoria del no al referendum. E se gia’ si notavano le differenze tra i toni del leader di Forza Italia e quelli del duo Salvini-Meloni, a dividere gli alleati e’ soprattutto lo scenario post referendario. Il Cavaliere non manca occasione per ripetere che il ‘no’ di Forza Italia e’ “costruttivo” e che il suo partito avra’ sempre un atteggiamento responsabile. Un discorso che l’ex premier avrebbe fatto anche ieri al Capo dello Stato motivando la decisione di non appoggiare le riforme Costituzionali.

Berlusconi Salvini MeloniAl di la’ della campagna referendaria pero’, il leader di Forza Italia pensa gia’ al dopo voto e a come Forza Italia possa ritornare centrale sulla scena politica. Ed e’ proprio il cambio di orizzonte che potrebbe verificarsi il 5 dicembre a dividere ancora una volta il fronte del centrodestra. L’ipotesi di un Renzi bis appare quella piu’ irreale in Forza Italia, non tanto perche’ il Cavaliere non abbia valutato la possibilita’ di un nuovo esecutivo sempre guidato dal leader Pd, ma perche’ il premier stesso – nei ragionamenti del Cav – non sembrerebbe disponibile a prendere in considerazione tale ipotesi. Anche se, a differenza di Carroccio e Fdi, Forza Italia non sembra voler escludere a priori un nuovo esecutivo che abbia come unica mission la modifica della legge elettorale.

Certo e’ che solo l’idea che Berlusconi possa dare il suo sostegno ad un Renzi bis fa agitare gli alleati e diversi big di FI. E non e’ un caso infatti che Giovanni Toti, tra i dirigenti azzurri piu’ in vista nella battaglia per il no al referendum, ricordi a tutto il suo partito quale sia la posizione ufficiale: “La posizione ufficiale di Berlusconi, sottoscritta dall’ufficio di presidenza di Forza Italia, condivisa con gli alleati Salvini e Meloni nell’ultimo incontro avvenuto a Roma, parla di dimissioni immediate del governo Renzi in caso di sconfitta al referendum, non mi risulta altro”.

Parole a cui fa eco Maurizio Gasparri che bolla come “impossibile” l’idea di sostenere un nuovo esecutivo guidato dal segretario del Pd. Sulla stessa linea anche Altero Matteoli: “Se vince il no Renzi deve dimettersi, ovviamente sara’ il Capo dello Stato nel rispetto della Costituzione e delle sue prerogative a decidere il da farsi. Non ci saranno inciuci ne’ accordi con Renzi da parte di Forza Italia e di tutte le altre forze di centrodestra”.

UNIVERSITA’ DELLE LIBERTA’ Intanto Silvio Berlusconi ha fatto rientro a Milano per inaugurare a villa Gernetto l’Universita’ delle liberta’, suo vecchio ‘pallino’. Non e’ pero’ la prima volta che il leader di Fi decide di incontrare i giovani a cui tiene delle “lezioni di politica”, ma l’incontro di oggi sancisce il primo di una serie di appuntamenti che l’ex capo del governo ha in programma. Oltre all’ex premier, a villa Gernetto erano presenti i suoi fedelissimi e alcuni parlamentari tra cui Anna Maria Bernini, Nunzia De Girolamo e Mara Carfagna. Al primo incontro erano circa una trentina i ragazzi presenti, ma l’obiettivo – spiegano da Fi – e’ di arrivare a cinquanta gia’ dal prossimo appuntamento.