Barbagallo (Uil): “Polemiche incontro al Viminale? Nessuno può dire che non sapeva”

“Il 1 luglio abbiamo chiesto a Conte e Di Maio di calendarizzare riunioni e stabilire le priorità, stiamo ancora aspettando. Sull’immigrazione ho fatto incazzare Salvini…”

Carmelo Barbagallo, Segretario Confederale della UIL, è intervenuto su Radio Cusano Campus e riguardo le polemiche sull’incontro al Viminale con Salvini ha detto: “Nessuno può dire che non sapeva. L’incontro c’era stato comunicato il 22 giugno, è stato annunciato per mezzo stampa. Poi il premier e il ministro Di Maio ci hanno convocato per il primo luglio. Abbiamo fatto questo incontro con i due. Il 1 luglio abbiamo chiesto a Conte e Di Maio di calendarizzare riunioni e stabilire le priorità, stiamo ancora aspettando. Ho incontrato Di Maio alla festa degli agenti della Penitenziaria e gli ho detto: noi stiamo ancora aspettando. E lui ha risposto: ora gli daremo una svegliata. Si vede che si svegliano tardi. Se hanno problemi tra di loro, se li sbrighino tra di loro. E ricordo che il 22 giugno la questione della Russia ancora non c’era. Alla Lega abbiamo detto che alcune cose che riguardano la flat tax non ci convince, così come non ci convince l’autonomia differenziata e non ci convince l’approccio all’immigrazione perché c’è un problema demografico. Di Maio polemico perché c’era Siri? Quando il governo ci convocherà dovrò mandargli una mail per chiedere se c’è qualcuno indagato o se c’è qualcuno cretino e io non voglio parlare con un cretino. D’ora in poi glielo faccio vedere io con chi parlano. Se Di Maio ha coraggio faccia la crisi di governo, il problema è che poi resterebbero disoccupati. Sull’immigrazione bisogna stare attenti, perché abbiamo un grosso problema demografico, gliel’ho detto a Salvini, e lui si incazza pure su questo. Gli ho detto che deve preparare i gommoni per andare a prendere gli immigrati e lui dice che voglio privilegiare i clandestini rispetto agli italiani”.

Sulla flat tax. “Non ci convince la tassa piatta unica perché favorisce i salari o le prebende più alti. Noi abbiamo detto una cosa molto semplice, questa volta per ridurre le tasse bisogna partire dai lavoratori e i pensionati”.

Sul salario minimo. “Noi abbiamo il contratto nazionale coi minimi salariali per ogni contratto, facciano diventare quelli obbligatori. In un Paese in cui c’è lavoro nero, usura e pizzo, basta una legge per risolvere il problema? Poi si sono dimenticati che bisogna sommare al salario minimo la tredicesima, le ferie, le malattie. Poi, quando ogni 3 anni rinnoviamo i contratti e le paghe aumenteranno, che faranno? Aumenteranno i contratti ogni tre anni? La smettano di fare per legge quello che non serve, facciano per legge quello che serve”.

“Il Paese è fermo, l’economia è ferma –ha dichiarato Barbagallo-. Per fortuna il settore del manifatturiero esporta e va benissimo, il 75% delle imprese lavora per il mercato interno. Il Paese era penultimo in Europa per crescita, ora siamo ultimi. Lo 0,2% non è crescita, è un prefisso telefonico. Il problema è l’economia non sta riprendendo quindi bisogna fare investimenti pubblici e privati, recuperare il mezzogiorno, mettere in sicurezza il territorio. Noi siamo un Paese cattolico, se gli ultimi saranno i primi e noi siamo ultimi dobbiamo sperare nel miracolo?”.