Una scena macabra, con le pareti e il pavimento segnati dalla scia di sangue di un corpo straziato dalle coltellate e trascinato da una stanza all’altra. Aveva prima cercato di simulare una rapina fingendo la difesa eroica della vittima, l’uomo di 45 anni, disabile, che ieri a Roma ha ucciso la zia di 85 anni con un coltello da cucina. Ma per ore dopo l’omicidio, avvenuto nel pomeriggio, aveva tentato goffamente di eliminare le tracce. Quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento in via Prenestina, tutto era a soqquadro e nel corridoio c’era il corpo nudo e senza vita dell’anziana sul pavimento, finito sotto una cassapanca.
La donna era stata colpita con una decina di coltellate al torace e alcune alla testa, ma aveva anche cercato di difendersi. Prima il 45enne, che era in carrozzella, aveva utilizzato detersivi per far sparire la macchie di sangue, senza riuscirci. Poi aveva trascinato il corpo della zia, con la quale conviveva, in diverse stanze. Infine l’ultimo folle tentativo di nascondere il cadavere in una cassapanca, che si e’ poi rovesciata. All’uomo, che ha difficolta’ di deambulazione e si avvale spesso della sedia a rotelle, non restava che architettare in fretta la simulazione di una rapina. E cosi’ ha lasciato andare tutto cosi’ com’era, comprese le sue impronte, ed ha telefonato alla mamma che vive nello stesso stabile, raccontandole una storia poco credibile inventata in fretta. Le aveva detto che intorno alle 17 i ladri avevano fatto irruzione nell’appartamento, uccidendo la zia e ferendo lui che provava a difenderla. Ma la sua versione da subito non ha convinto i carabinieri ed e’ scattato il fermo. Portato in caserma, e’ stato messo sotto torchio. Non ha parlato e ha continuato a sostenere la sua versione, ma sono tanti gli elementi che dimostrano il contrario. Secondo gli investigatori tutto potrebbe essere cominciato con una una lite banale, poi sfociata nell’orrore.
































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