Ancora scintille tra Lega e Forza Italia, Salvini: “Berlusconi premier? Non è candidabile”

Il leader del Carroccio punta dritto dritto a palazzo Chigi: “Se la Lega prende un voto in più rispetto agli altri alleati, è chiaro che sono io il premier”

Matteo Salvini, leader della Lega Nord

Scintille, per l’ennesima volta, tra Lega e Forza Italia. Matteo Salvini, intervenendo a Radio 1 Rai, si è rivolto direttamente a Silvio Berlusconi: “È vero che i dati, i sondaggi ci danno vincenti. Potrei quindi stare zitto e fare finta che tutto vada bene, prendermi 150 parlamentari e avere problemi dopo le elezioni. Ma non sono fatto così, voglio vincere per governare e quindi mettere in luce prima le distanze che ci sono”.

Nei giorni scorsi Berlusconi aveva sottolineato come Salvini a volte facesse “i capricci”. “Mia figlia di 5 anni fa i capricci – ha replicato il leader del Carroccio – non io sulla legge Molteni. Se uno ruba un pacchetto di sigarette puoi dargli lo sconto di un terzo della pena, ma se uno stupra una bambina non puoi dargli il rito abbreviato”.

“Io – ha ribadito il segretario della Lega – non faccio i capricci sul ddl Molteni e sulla legge Fornero sulle pensioni, che deve essere cancellata”.

E’ ancora in corso la partita per la leadership del centrodestra. Berlusconi a palazzo Chigi? “E’ incandidabile”, ha commentato Salvini, il quale ha sottolineato: “Se la Lega prende un voto in più rispetto agli altri alleati, è chiaro che sono io il premier. Berlusconi non è candidabile, quindi non può essere premier”.

CENTRODESTRA? “ALLEANZA DI COMODO SI SFALDERÀ DOPO ELEZIONI”

Chi osserva, da sinistra, avverte: un centrodestra fatto in questa maniera se davvero dovesse vincere le elezioni si sfalderà il giorno dopo. E’ il ragionamento, per esempio, del deputato Pd Gianfranco Librandi: “Non vedo Salvini pronto a scendere a patti con Berlusconi e rinunciare alla sua matrice estremista. Non vedo come possano convivere due capi dentro lo stesso schieramento, a prescindere dal fatto che Lega e Forza Italia hanno programmi e idee che non combaciano su nulla, basti pensare all’Europa, o all’ultima bagarre sulla legge Molteni. Questa alleanza di comodo – conclude – si sfalderà il giorno dopo le elezioni, ammesso che riescano ad arrivarci uniti e fingendo un’armonia che è assolutamente utopica”.