Lingua italiana ricca di modi di dire, ecco l’origine di quelli più usati

Sono tantissimi, nella lingua italiana, e si utilizzano spesso per sintetizzare dei concetti che altrimenti sarebbe molto più lungo spiegare

La lingua italiana è ricca di modi di dire, ovvero di frase che non significano sempre ciò che letteralmente esprimono. Sono tantissimi, nella lingua italiana, e si utilizzano spesso per sintetizzare dei concetti che altrimenti sarebbe molto più lungo spiegare.

Sono molti i modi di dire italiani di cui non si conosce neppure l’origine. Tanti sono quelli che, in particolare a chi è straniero, vanno proprio spiegati perché possano essere compresi davvero.

Ecco dunque che grazie al sito Libreriamo possiamo farvi qui alcuni esempi di modi di dire della lingua italiana, illustrandovene il significato. Cominciamo?

FARE FIASCO

Il modo di dire è legato a un episodio avvenuto in un teatro di Firenze, dove un famoso artista era solito esibirsi con particolari smorfie e facce divertenti nei confronti di alcuni oggetti. Una sera decise di portare sul palco un fiasco da vino. Invece di divertirsi, il pubblico si annoiò e cominciò a fischiarlo rumorosamente. Da allora il modo di dire viene utilizzato quando si va del tutto contro le aspettative.

PIANTARE IN ASSO

Secondo il mito greco di Teseo e il Minotauro, l’uomo, una volta riuscito a liberarsi dal labirinto, avrebbe abbandonato l’amata Arianna e l’avrebbe lasciata da sola nell’isola greca di Nasso. Con il passare degli anni la parola Nasso ha perso l’iniziale, venendosi così a formare il famoso detto “lasciare in asso”.

A BIZZEFFE

A bizzeffe è un modo di dire molto comune nella nostra lingua e viene utilizzata per indicare “una grande quantità”. L’origine va individuata nella parola araba bizzaf che significa “molto”, ed è stata italianizzata con il termine “Bizzeffe”.

AVERE LA CODA DI PAGLIA

Uno dei modi di dire più usati nel linguaggio comune. In una fiaba si racconta di una volpe che aveva perso parte di una coda a causa di una trappola. Questa mancanza era per lei fonte di grande vergogna, per questo motivo gli amici animali decisero di costruirle una coda di paglia. I contadini, venuto a saperlo, circondarono i villaggi con i falò e col fuoco: la volpe, temendo di bruciarsi la coda, non si avvicinò mai alle case. Da questa simpatica fiaba deriva il modo di dire “avere la coda di paglia”, che viene usato per indicare il timore di esporsi per nascondere una colpa o difetto.