Ius soli, Berlusconi: “Non dà nessuna garanzia e questo è intollerabile”

Berlusconi torna inoltre a ribadire di non avere “mai, mai preso in considerazione la possibilità di governare insieme al Pd. L'unico accordo che posso immaginare con Renzi è per definire le regole con le quali andare a votare”

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi ne è convinto, nei ballottaggi di domenica il Partito Democratico “rischia di perdere” proprio in quei Comuni tradizionalmente di sinistra. “La gente è stanca del Pd e della sinistra”, sostiene il Cavaliere durante una intervista rilasciata a Telelombardia, e prosegue: “Votare non e’ solo un diritto o un dovere, ma e’ anche un modo per occuparsi dei propri interessi. Capisco la giornata estiva che puo’ invogliare ad andare al mare, in montagna, in campagna o anche semplicemente stare a casa per riposare, ma cosi’ facendo si perderebbe l’unica occasione per cambiare il futuro” delle proprie città.

Rispondendo a una domanda su Matteo Salvini che rivendica la crescita, grazie a lui, dei consensi nel centrodestra, il presidente Berlusconi spiega: “Devo contraddire Salvini, perchè Forza Italia rimane saldamente il primo partito del centrodestra a livello nazionale”. In ogni caso l’uomo di Arcore non dà troppa importanza a queste cose, “che appassionano solo gli addetti ai lavori”, perché “gli italiani hanno ben altri problemi, disoccupazione, economia, sicurezza”.

“Chi ha a cuore gli interessi degli italiani sa bene che dobbiamo pensare assolutamente a vincere con un programma concreto e con delle persone nuove che vengono dalla trincea dell’impresa, del lavoro, delle professioni”.

Berlusconi torna inoltre a ribadire di non avere “mai, mai preso in considerazione la possibilità di governare insieme al Pd. L’unico accordo che posso immaginare con Renzi è per definire le regole con le quali andare a votare. Queste regole è giusto che siano ampiamente condivise. Per il resto noi e il Pd siamo alternativi: per progetto, visione, metodo, valori di riferimento”.

Secondo il Cavaliere il confronto a quattro sulla legge elettorale va ripreso. “Due settimane fa eravamo giunti davvero ad un passo dall’approvazione di una legge elettorale proporzionale che avrebbe consentito anche di votare a settembre, ottobre. E’ caduta per un incidente parlamentare, sicuramente deplorevole, ma su un tema che non era certo decisivo. Ecco io spero, lo spero proprio, che i partiti piu’ responsabili, a cominciare dal Partito Democratico, si rendano conto che bisogna ripartire su questa legge, e che una buona base per farlo e’ proprio questa legge sulla quale in commissione, i quattro maggiori partiti si erano trovati d’accordo”.

“La legge elettorale, per noi, deve avere due caratteristiche importanti – spiega il presidente di Forza Italia -: uno, deve rappresentare davvero i cittadini, cioe’ garantire davvero la sovranita’ popolare assegnando i parlamentari in proporzione al voto di ciascuna forza politica senza distorsione e senza correttivi: hai avuto il 20 per cento dei voti, devi avere il 20 per cento dei parlamentari. Dall’altro deve assicurare il contatto fra elettori diretti con sistemi che siano seri, evitando il mercato delle preferenze. Ecco, con una legge come questa, proporzionale, si dovrebbe andare a votare il più presto possibile”.

Il Cav esclude “una possibile futura alleanza M5S – Salvini”, “non mi sembrano aspiranti suicidi”. Secondo Berlusconi “un matrimonio così contro natura segnerebbe la fine politica di entrambi i contraenti. Né immagino che Salvini sia disposto ad ascoltare alcune folli idee grilline, come la patrimoniale o l’imposta di successione al 50%”.

IUS SOLI? NON SI PUO’ INSEGUIRE UN BUONISMO DI MANIERA

Sullo ius soli, intervistato dal settimanale Tempi, Berlusconi si esprime così: “In linea di principio il fatto che un ragazzo nato e cresciuto in Italia, che parla la nostra lingua, che ha frequentato le nostre scuole, che condivide stili di vita e abitudini con i suoi coetanei italiani, possa sentirsi italiano mi pare giusto e naturale. Ma non si può scherzare su una materia così delicata, né inseguire un buonismo di maniera”.

“Chi vuole essere italiano non deve limitarsi a sapere la lingua o a conoscere i fondamenti della cultura italiana – aggiunge – deve amare l’Italia, condividere i nostri valori e il nostro stile di vita. Naturalmente ha pieno diritto di praticare la religione che preferisce, ma deve come noi credere nella laicità dello Stato – che significa uno Stato non confessionale, non uno Stato privo di valori – deve credere nella pari dignità fra donna e uomo, nella libertà e nel rispetto per la diversità. A queste condizioni, ma solo a queste condizioni, i nuovi italiani sono i benvenuti. La legge discussa in questi giorni in Parlamento invece – sottolinea – non dà nessuna garanzia e questo è intollerabile”.