Gay, Bersani: stop a far west, serve legge per unioni civili

Pier Luigi Bersani si schiera dalla parte degli omosessuali nel giorno in cui il Gay Pride sfila a Bologna. ‘Non e’ accettabile che in Italia non si sia ancora introdotta una legge che faccia uscire dal far west le convivenze stabili tra omosessuali, conferendo loro dignita’ sociale e presidio giuridico’, si indigna il leader Pd che, in vista delle elezioni del 2013, prende l’impegno di regolare le unioni di fatto e rilancia la battaglia sul divorzio breve e sul testamento biologico. Il Pd da’ la propria adesione alla manifestazione promossa come ogni anno dal movimento omosessuale. Un appuntamento nel quale ogni anno i promotori rinnovano la richiesta di un riconoscimento delle unioni, come avviene in altri paesi.

Un’anomalia, quella italiana, che Bersani riconosce assicurando che il Pd non si sottrarra’ ‘ad un nuovo civismo in cui ciascuna persona possa avere pari diritti e pari opportunità di vita, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e identità di genere’. Per il segretario Pd e’ altrettanto ‘intollerabile che questo Parlamento non sia riuscito a varare una legge contro l’omofobia e la transfobia’. ‘Sarà anche su questi temi – garantisce il leader Pd – tra cui mi permetto di aggiungere il divorzio breve, l’introduzione del diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, e il testamento biologico, che nei mesi che verranno di qui alle prossime elezioni politiche, si giocherà la nostra capacità di parlare al Paese’.

Alle parole di Bersani, segue l’annuncio del senatore Pd Ignazio Marino che presentera’ un ddl per garantire la piena parita’. Ma almeno in questo Parlamento sembra difficile che una legge in questo senso possa passare. Il Pdl, tranne una piccola minoranza di favorevoli alle unioni gay (tra i quali Capezzone, Boniver e Galan), si schiera contro e invita il centrista Pier Ferdinando Casini a pensarci due volte prima di allearsi con un partito che imporrebbe in Italia, come sostiene Maurizio Lupi, il ‘modello zapaterista’. L’ala del Pdl contraria al riconoscimento delle unioni omosessuali si preoccupa anche di evitare che le idee di Capezzone trovino terreno fertile: per questo Giovanardi chiarisce che il tema ‘non e’ nel programma del pdl’ e anche Gasparri sembra rivolgersi piu’ ai suoi colleghi di partito quando dice: ‘Chi si sente zapaterista lo dica ora’.

L’Udc, da parte usa, assicura che non cambiera’ linea stando attento a non chiudere del tutto la porta a un’alleanza con il Pd: ‘Non è detto che per un programma politico di salvezza dell’Italia si debba essere d’accordo su tutte queste cose – dice il presidente del partito occo Buttiglione – , ma è bene sapere da subito che su tutti i temi eticamente sensibili noi non intendiamo rinunciare alla difesa di valori che riteniamo non negoziabili’.

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