Costi della politica, governo ko su sisma Emilia. Poi intesa e fiducia

Il governo pone la fiducia sul decreto legge sui costi della politica e blinda cosi’ l’esame in Aula alla Camera di un testo che e’ stato al centro di un lungo braccio di ferro tra Ragioneria dello Stato e maggioranza, al punto che il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini ha chiesto al premier Mario Monti ‘un maggior raccordo’ tra Esecutivo e Parlamento in vista dell’esame della Legge di Stabilita’. Protesta anche il presidente della commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, Enrico La Loggia: ‘Il Governo – dice – ha accettato troppo passivamente il ruolo invasivo della Ragioneria dello Stato, facendolo prevalere sulle scelte unanimi che le Commissioni competenti avevano fatto venerdí su materie quali l’Imu ed i mutui degli enti locali’.

Oggetto del contendere la proroga della sospensione fino a giugno del pagamento delle tasse per lavoratori e imprese colpiti dal sisma dell’Emilia. Partita che finisce con un pareggio, come sostengono i deputati: resta infatti la cosiddetta ‘busta paga pesante’, vale a dire che il pagamento delle trattenute Irpef e delle addizionali dei lavoratori dipendenti che hanno avuto l’abitazione danneggiata dal sisma potra’ essere effettuato a partire dalla seconda meta’ del prossimo anno mentre il versamento dei contributi dovra’ riprendere da dicembre.

Tra le clausole principali delle novita’ approvate, spunta anche la riapertura della convenzione con le banche e la cassa depositi e prestiti stipulata proprio in occasione delle misure pro-terremotati, nonche’ la possibilita’ di godere della proroga anche per chi ha un attivita’ commerciale o agricola. Per quanto riguarda invece le risorse, le coperture conseguenti agli interessi dei tributi non versati (pari a 200mila euro nel 2012 e 6 milioni nel 2013) vengono trovate grazie all’otto per mille.

Niente invece da fare per il ‘blitz’ del Parlamento su Imu e no profit e su alcune misure che riguardano i Comuni. Con un dietrofront, infatti, le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato due emendamenti del governo. Il primo, figlio di un pressing insistente da parte dell’Esecutivo, non consente di ampliare l’esenzione per il pagamento del’Imu a tutte le attivita’ ‘non lucrative’, vale a dire il mondo del no profit. Il timore del governo era di incappare in una procedura di infrazione comunitaria: ragion per cui e’ stato chiesto alle Camere di fare un passo indietro, offrendo in cambio la rassicurazione di un successivo intervento in sede di applicazione.

Ma non e’ questa l’unica marcia indietro fatta dai deputati, che infatti hanno alla fine accettato la mediazione proposta dal governo sul fronte dei Comuni: questi ultimi in caso di estinzione anticipata dei mutui pagheranno comunque le penali, contrariamente a quanto inizialmente proposto, ma le sanzioni non saranno conteggiate ai fini del patto di stabilita’ interno.

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