Voto all’estero, quelli del No: “Rischio brogli”. Alfano, “temono di perdere”

Ancora il voto all’estero nel dibattito che ruota intorno al referendum. M5S e Lega lanciano ancora una volta l’allarme, “fortissimo rischio brogli”. Franceschini, “denunciate”. Alfano, “vincerà il Sì oltre confine”

Ancora polemiche sul voto all’estero. E’ il fronte del No, in particolare, a lanciare l’allarme: il rischio brogli è fortissimo nel voto dei nostri connazionali oltre confine.

In una nota congiunta i parlamentari M5S delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato affermano: “Il Viminale e la Farnesina non hanno fatto nulla per garantire la regolarità del voto degli italiani all’estero che è seriamente a rischio brogli. Plichi senza la scheda elettorale, spedizioni ad indirizzi dove non risiede più il votante ed erronei invii di plichi ad indirizzi sbagliati”. “Alfano e Gentiloni, da noi interpellati in Parlamento sulla questione, hanno fatto spallucce e dato risposte evasive, mostrando incompetenza e indifferenza”. “Invece che rimanere in un indegno silenzio – concludono i 5 Stelle – dovrebbero dirci quanti plichi elettorali sono stati inviati, quanti sono giunti effettivamente a destinazione e quanti sono tornati indietro per mancanza di destinatario”.

Anche la Lega Nord si fa sentire, con il suo leader, Matteo Salvini: “Innanzitutto sul voto in corso mi arrivano tante e tante segnalazioni di stranezze per il voto degli italiani all’estero. Schede non arrivate, schede non consegnate, gente che chiede di votare ed e’ impossibilitata a votare. Io temo che in qualche consolato e in qualche ambasciata, visto che non ci sono occhi esterni e i consolati e le ambasciate dipendono dal Governo, che ha puntato tutto sul si’, possano aggiungersi o scomparire delle schede”.

13098-plichiAi microfoni di RTL 102.5 Salvini prosegue: “In diversi consolati e ambasciate vorrei che ci fosse qualche osservatore dell’ONU a verificare che arrivino e ripartano tutte le schede votate perche’ in piu’ di un caso c’e’ gente con nome e cognome che dice ‘Io volevo votare, non sono riuscito a votare, la mia scheda e’ sparita, la mia scheda e’ finita nell’immondizia’. Punto e a capo. Lo dico a futura memoria”.

Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali, commenta: “Sono stupefatto. Il voto degli italiani all’estero è stata una conquista condivisa da tutto il Parlamento. Hanno votato negli altri referendum, nelle altre elezioni politiche e non capisco questo atteggiamento preventivo nei confronti del voto degli italiani nel mondo”. “Su questi sospetti di brogli, se qualcuno ha qualcosa da dire, faccia denuncia”, è l’invito del ministro.

Nella discussione interviene anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Non è la prima volta che si vota all’estero con queste regole, nel 2006 ha vinto Prodi, nel 2008 ha vinto Berlusconi, nel 2013 abbiamo pareggiato e tutta la preoccupazione e l’indignazione gli viene adesso. Ho l’impressione che quelli del No temano di perdere”.

“Il voto all’estero non e’ fatto da avatar, ologrammi o trolls ma da persone italianissime e reali che sono li’ per lavoro o altro e che vogliono esprimere la loro idea”. “Se come credo ci sara’ una prevalenza del Si’ all’estero – prosegue Alfano – e’ perche’ li’ non sono nella bega italiana. Hanno capito che oggi rispetto ai valori abbiamo una bellissima macchina che ha un motore debole e che il nostro sforzo e’ mettere un motore nuovo a questa macchina bellissima”. Il ministro ricorda inoltre che proprio dai connazionali all’estero e’ arrivato un aiuto verso i terremotati italiani e che molte delle persone che oggi votano torneranno, dunque si tratta di una “componente essenziale del nostro Paese”.

Fonti della Farnesina assicurano intanto che il voto estero sarà cambiato, dopo i disguidi, le notizie di irregolarità e le polemiche di queste ultime settimane.