Oggi la società intera è totalmente allo sfacelo: barcollano i sentimenti che dovrebbero supportare quella che una volta prendeva il nome di “civiltà”. Per gli eventi che si susseguono, ho la netta sensazione che l’uomo tenda a voler ritornare all’era della preistoria, della pietra, dove prevaleva l’istinto, contrario ad una ratio che lo avrebbe reso “essere normale”. Si sono registrati moltissimi casi di “violenza sulle donne” negli ultimi anni, e ancora negli ultimi giorni, che ci conducono a riflessioni amare, ed a porci quesiti che non trovano risposta.
Perchè l’uomo tende ad essere violento? Cosa lo spinge ad assumere l’atteggiamento disumano che talvolta nemmeno una bestia assumerebbe? Molte sono le patologie che si possono attribuire a tali disturbi, perchè di “patologia” si tratta. Spesso tali casi sono frutto di una mente malata, affetta da malattie studiate anche in campo psicologico/psichiatrico: “disturbo borderline”, o meglio quel disturbo delle aree affettive, cognitive e comportamentali, evidenziato in una forte instabilità dell’umore o delle relazioni interpersonali.
Moltissime sono le patologie associate a comportamenti violenti o bruschi, che spesso portano alla distruzione totale della “ragione” o a comportamenti maniacali ed ossessivi. La mente è un involucro talmente complesso che nemmeno l’uomo stesso, o la scienza, talvolta, riuscirebbe a decifrare: è un rebus in continua evoluzione.
Moltissimi mezzi, tra giornali, documenti, casi realmente accaduti, ci raccontano di storie cominciate con uno “schiaffo”, spesso perdonato per amore (?!). L’amore non è violenza, spesso lo schiaffo è l’inizio di un tormento che potrebbe durare in eterno e non si sa in che maniera potrebbe evolversi. L’uomo dovrebbe comprendere che “la violenza sulla donna è un atto talmente spregevole da privarlo completamente della dignità che, per natura, dovrebbe appartenergli. Spesso in questa vita s’incontrano cani a cui manca la parola e uomini che sanno solo abbaiare”.
































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