Vanzina romanziere debuttante, mio detective è Favino

Dopo cinque libri di osservazioni e di ricordi familiari finalmente il primo romanzo, ”era tutta la vita che volevo scriverlo, era veramente un sogno e anche una sfida con me stesso”, racconta Enrico Vanzina, alla seconda edizione dopo tre settimane del giallo Il Gigante Sfregiato (Newton Compton Editori pp 210 euro 7,90). Curioso che uno sceneggiatore di 100 film, tiri fuori la timidezza dello scrittore debuttante. Al cinema, uno dei titoli piu’ noti, Sapore di mare, diretto dal fratello Carlo, compie 30 anni e la coppia figlia di Steno ci torna su, ”con Sapore di te, una storia diversa, non certo un sequel con gli stessi attori, finalmente girata anche nei luoghi veri, i bagni Costanza a Forte dei Marmi mentre il primo Sapore di mare sembrava la Versilia invece era Fregene”.

Prodotto da Medusa Film e International Video 80 dei Vanzina, sara’ in sala il 30 gennaio con un cast completamente diverso da quello ‘storico’ con Jerry Cala’ e Isabella Ferrari ragazzina, Virna Lisi, Marina Suma e Christian De Sica. Stavolta ci sono Vincenzo Salemme, Maurizio Mattioli, Nancy Brilli, Serena Autieri, Giorgio Pasotti, Martina Stella, nessun reduce ma la storia ”comincia nell’83 dove finiva quel film che raccontava a suo modo gli anni ’60-’70”. Stavolta siamo negli ’80, e’ tempo di rivalutarli? ”C’e’ la giusta distanza, si puo’ fare, erano gli anni di Reagan e della Thatcher e’ vero ma anche di un ostinato ottimismo che ci faceva andare avanti”. E’ invece ambientato all’oggi, nella Roma contemporanea parecchio degradata, Il gigante sfregiato, ”un hard boiled, un genere di cui come lettore sono appassionato, un dichiarato omaggio a Chandler e ad Hammett. Sono riuscito a metterci anche un po’ di commedia. Devo dire che sono proprio soddisfatto e le critiche che stanno arrivando mi fanno grande piacere e mi spingono ad andare avanti”, dice Vanzina che non nega di aver pensato a Pierfrancesco Favino per un eventuale trasposizione cinematografica del suo detective Mariani protagonista. ”Ho pensato a lui scrivendolo – ammette – sarebbe perfetto”.

Dentro Il Gigante sfregiato c’e’ la Roma meno nota, ”una metropoli vera, senza bozzettismi da cartolina, senza il lato oleografico ma e’ la Roma di oggi che esiste e facciamo finta di non vedere, con la malavita sgomitante, ragazze perdute, chinatown in ogni zona, periferie cementificate”. Vanzina sta dalla parte del suo detective, e’ chiaro che gli sta simpatico, ”solitario, cinico, cialtrone, misogino, cambia donna ogni sera per non complicarsi la vita, sempre pronto a ficcarsi nei guai e pero’ con una sua eticita’. Avevo paura di sbandare sul comico, effettivamente questo noir realistico ha un protagonista molto spiritoso ma anche molto romantico”. Il protagonista Max e’ un ex penalista pariolino che dopo una delusione d’amore si e’ messo a fare il detective privato di periferia, anticonformista, totalmente dalla parte dei perdenti, perso lui stesso nella vodka e nelle ragazze da night club. Uno cosi’ non fa che cacciarsi nei guai, ma non e’ un nuovo Monnezza, ha fiuto, e’ furbo e in questa prima avventura incrocia due personaggi: Sandrone, ex giocatore di rugby e Olga, una bellezza slava amante del lusso che vuole farlo fuori.