Roberto Vannacci torna al centro del dibattito politico tra polemiche, sondaggi e tensioni nel centrodestra. In un post pubblicato su Instagram, il generale parla apertamente di una “macchina del fango” in azione contro di lui: «Da giorni la macchina sparafango gira a pieno regime. Ma a chi nel fango c’è stato davvero, quest’acquetta sporca scivola addosso», scrive, accompagnando il messaggio con una foto simbolica che lo ritrae in abiti militari, coperto di fango.
Parole che arrivano mentre il suo nuovo soggetto politico, Futuro Nazionale, fa registrare un primo dato significativo nei sondaggi. Secondo una rilevazione YouTrend per Sky Tg24, il partito di Vannacci vale oggi il 4,2% delle intenzioni di voto. L’impatto si concentra interamente nel campo del centrodestra: Fratelli d’Italia perde l’1,1%, la Lega lo 0,9% e Forza Italia lo 0,2%, senza effetti rilevanti su centrosinistra e area centrista.
L’analisi dei flussi mostra che il 41% degli elettori di Futuro Nazionale proviene proprio da FdI e Lega (22,9% da FdI e 18,3% dalla Lega), segnale di un travaso interno che rischia di ridisegnare gli equilibri della coalizione. Una quota significativa arriva anche da astenuti e indecisi.
Sul piano politico, non mancano gli attriti. Vannacci ha chiesto le dimissioni del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga da europarlamentare, sostenendo che «è legittimo cambiare idea, ma ora dovrebbe lasciare il seggio».
A commentare la vicenda è stato anche Matteo Salvini, che ha rivendicato pubblicamente il proprio sostegno a Vannacci durante la campagna elettorale europea: «Ha avuto il mio voto e quello della mia famiglia. Ho fatto io campagna per lui, nonostante le perplessità di qualcuno», ha dichiarato il leader leghista. Salvini ha però aggiunto una nota critica: «Mi dispiace che al Parlamento europeo occupi un posto che gli elettori avevano destinato alla Lega. Nessun rancore, avanti».
Tra accuse di delegittimazione, numeri in crescita e frizioni politiche, la figura di Vannacci continua dunque a polarizzare il dibattito, confermandosi uno dei fattori più dinamici – e divisivi – del nuovo scenario del centrodestra italiano.































