Sardegna, approvati i programmi per l’emigrazione 2026 e 2026-2028
Si sono aperti ieri a Cagliari i lavori della seduta annuale della Consulta regionale per l’emigrazione, appuntamento dedicato all’espressione del parere sul programma annuale e triennale per l’emigrazione.
La Consulta ha espresso parere favorevole sia sul programma annuale 2026 sia sul programma triennale 2026-2028, tracciando così la rotta delle politiche regionali rivolte ai sardi nel mondo.
Superato il modello assistenziale
“Un programma – come ha ricordato l’assessora del Lavoro Désiré Manca all’apertura dei lavori – che si colloca nel solco di un cambiamento ormai consolidato: il definitivo superamento di un modello assistenziale a favore di una strategia basata su partenariato attivo, coordinamento e corresponsabilità. Oggi più che mai, la Consulta rappresenta uno spazio fondamentale di confronto, partecipazione e visione condivisa. La visione che anima queste iniziative vede i sardi nel mondo non più come destinatari passivi di interventi, ma come attori protagonisti, parte integrante del sistema Sardegna, risorsa strategica di capitale umano, culturale e professionale”.
Parole che segnano un cambio di paradigma: i sardi emigrati non più considerati semplici beneficiari di sostegni, ma protagonisti attivi dello sviluppo economico, culturale e sociale dell’Isola.
Le priorità per il 2026: lingua, giovani e occupabilità
Nel corso dell’intervento, l’assessora ha indicato le priorità per le azioni del 2026. Tra i punti centrali: la valorizzazione linguistica e culturale come elemento vivo di identità e legame intergenerazionale; la formazione e l’occupabilità, con percorsi rivolti in particolare ai giovani sardi all’estero; la promozione turistica della Sardegna capace di raccontare l’Isola nella sua interezza, oltre gli stereotipi; e il rinnovamento generazionale dell’associazionismo, ritenuto condizione essenziale per garantirne il futuro.
All’apertura dei lavori hanno partecipato anche giovani argentini arrivati lunedì scorso in Sardegna, impegnati per una settimana in laboratori di progettazione ed elaborazione di proposte per rafforzare il legame tra la loro Terra e l’Isola.
“I giovani sono al centro della nostra visione. Con il percorso ‘Sardegna Giovane 2.0’ puntiamo a rafforzare i Coordinamenti Giovani come leva strategica per la sostenibilità dell’associazionismo sardo nel mondo, con l’obiettivo di renderli presenti nella grande maggioranza dei Paesi in cui operano i Circoli”, ha concluso l’assessora.
Con l’approvazione dei programmi 2026 e 2026-2028, la Regione Sardegna rilancia dunque una strategia che punta su giovani, identità culturale e rete internazionale dei circoli come pilastri per rafforzare il legame tra l’Isola e le sue comunità nel mondo.































