Riapre l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo. Abbiamo vinto

Abbiamo vinto. Tutti. Insieme. Ha vinto la comunità italiana residente nell’isola Hispaniola. Hanno vinto le associazioni, i movimenti, gli imprenditori italiani e italo-domenicani, chi ci ha messo la faccia

Una battaglia che per ItaliachiamaItalia e per il MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero di Centro America e Caraibi è iniziata due anni fa. Insieme a tanti amici, ci abbiamo messo cuore e sudore. Lavoro e passione. Ora il Cdm ci mette il suo ok: l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo riaprirà. Manca ancora una data, ma ormai la notizia è davvero ufficiale.

Continueremo a mantenere alta l’attenzione sul caso fino a quando la data non verrà comunicata e le porte dell’ambasciata non saranno riaperte. Ma l’ok del Cdm è certamente un passo importante. E’ proprio vero: la goccia, quando batte instancabile, scava sempre la pietra.

Abbiamo vinto. Tutti. Insieme. Ha vinto la comunità italiana residente nell’isola Hispaniola. Ha vinto chi in questa battaglia ci ha messo la faccia e ha lottato anche per quelli che non credevano si potesse mai arrivare a raggiungere l’obiettivo; per i connazionali scettici, comprensibilmente, nei confronti di un governo che chiudendo la sede diplomatica italiana li aveva di fatto traditi, abbandonati a se stessi.

Ambasciata d'Italia Santo DomingoHanno vinto le associazioni, i movimenti, gli imprenditori italiani e italo-dominicani operanti sull’isola, i singoli che si sono impegnati nel ridare alla collettività una presenza istituzionale di primo livello sul territorio. In un Paese di massiccia presenza di nostri connazionali, qual è la Repubblica Domenicana, non poteva non esserci un’ambasciata italiana. Finalmente, a furia di picchiare, lo ha capito la Farnesina e lo ha capito il governo.

Riaprendo l’ambasciata il governo ammette di avere sbagliato: chiuderla è stato un errore. L’esecutivo però ha dimostrato con questa decisione di saper rivedere le proprie scelte e questo è un bene. Forse in certi palazzi di Roma erano convinti che gli italiani della Repubblica Dominicana avrebbero subito in silenzio, sarebbero rimasti con le braccia incrociate. Rassegnati all’esproprio dei loro diritti. Ma non è stato così.

Grazie a chi non ha mai smesso di crederci.