REFERENDUM | Italiani all’estero, Carè (Iv): “No al taglio della rappresentanza degli italiani nel mondo”

"Allora e' lecito domandarsi: perche' non dare voce ai numerosissimi italiani all'estero e non beneficiare del loro apporto in termini sociali, culturali e di immagine?”

“Il taglio al numero dei parlamentari penalizzerebbe enormemente la rappresentanza degli italiani all’estero, proprio in un momento di grande crescita delle nostre collettivita’ emigrate”. Lo afferma Nicola Care’, deputato di Italia viva. “I numeri – spiega – sono inoppugnabili e certificano una realta’ oggettiva e sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi quindici anni, infatti, gli italiani all’estero sono passati da 3 milioni a 6,2 milioni (dati Anagrafe Consolare). Questi dati ribadiscono la necessita’ di votare no al taglio dei parlamentari. Se dovesse prevalere il si’ la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero sarebbe risibile e assolutamente insufficiente”.

“Allora e’ lecito domandarsi: perche’ non dare voce ai numerosissimi italiani all’estero e non beneficiare del loro apporto in termini sociali, culturali e di immagine? Perche’ recidere un rapporto che potrebbe dare un contributo significativo alla crescita del Paese? Rinunciare, inoltre, al contributo di associazioni che si prodigano nella promozione della cultura, dell’educazione, della salute, come ad esempio la ‘Nomit’, che supporta la crescita della nuova comunita’ italiana a Melbourne, priverebbe l’Italia di preziose risorse e importanti sinergie. Per tali ragioni – osserva Care’ – rappresenterebbe una scelta sicuramente autolesionistica ridurre il numero dei deputati da 12 a 8 ed il numero dei senatori da 6 a 4. Gli eletti nella circoscrizione estero, 8 deputati e 4 senatori, non potrebbero rappresentare adeguatamente gli oltre 6 milioni di italiani che vivono oltre confine. E’ un vulnus inaccettabile. Con la vittoria del si’ l’Italia scenderebbe agli ultimi posti tra i paesi dell’Unione Europea in termini di rappresentanza. Evitiamo che cio’ accada ed il 20 e 21 settembre votiamo no al taglio dei parlamentari e riversiamo le nostre energie nel riformare e ammodernare il Paese. L’Italia e gli italiani all’estero sono pronti a collaborare affinche’ si realizzi questo progetto”, conclude.