Quando gli italo-americani sono italiani – di Roberto Zanni

La NIAF, National Italian American Foundation, è una delle più grandi organizzazioni di italo-americani degli Stati Uniti. Anche se è stata fondata soltanto nel 1975, ha fatto presto ad assumere un ruolo importante e decisivo nei rapporti tra gli italoamericani e l’America. Ogni anno, in ottobre alla sfarzosa serata di gala, ospite d’onore c’è sempre o quasi il presidente degli Stati Uniti.

Si trova a Washington DC la NIAF e opera in tutti i campi, da quello della lingua all’istruzione, borse di studio, interventi per promuovere la cultura, come anche una costante opera per fermare o comunque identificare chi agisce contro la comunità.

Personaggi politici, dello sport, del business e della finanza, nomi celebri e altri no, la NIAF ha catalizzato in oltre quarant’anni di esistenza il fulcro della attività e dell’interesse di quasi venti milioni di italo-americani che vivono negli USA, quinto gruppo etnico più grande. Ma l’attività della NIAF non si limita ai confini degli States, agisce e opera anche in Italia, anzi in un certo modo, tra le sue molteplici attività c’è anche quella di unire il passato (l’Italia) e il presente (gli Stati Uniti) degli italo-americani. In diverse maniere.

C’è infatti un importante programma della NIAF che ogni anno sceglie una regione italiana per stringere rapporti più stretti, ma anche per dimostrare come gli italo-americani non si siano dimenticati delle loro terra d’origine. Ecco allora che l’ultimo rapporto è stato firmato con la regione Piemonte e, in questa ottica, sono stati finanziati i lavori di restauro della chiesa del Santo Sudario di Torino. E per suggellare questo atto di amicizia e di amore Monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha benedetto una copia della Sacra Sindone, che verrà portata a Washington.

"È importante – ha detto l’alto prelato nel suo discorso – che sia stato deciso di portare una copia della Sindone ai nostri compatrioti in America. Auspico che questo sia il primo passo di una collaborazione intorno a valori di cui il mondo attuale ha bisogno".

La delegazione della NIAF era guidata dal suo presidente, Joseph V. Del Raso, il quale ha sottolineato il valore di questo intervento italo-americano a Torino. "È molto importante in questi tempi di crisi dare segni tangibili di supporto alle nostre radici cristiane e ai valori della nostra fede".

Così nel programma della NIAF che ha designato il Piemonte ‘regione d’onore’ i fondi destinati a questo settore verranno impiegati per il restauro degli affreschi della settecentesca chiesa torinese del Santo Sudario che è legata al Museo della Sindone. La Sindone, che rappresenta un momento di assoluta importanza per la religione cattolica, adesso, con una copia potrà fermarsi anche a Washington DC: è stampata su tela, a grandezza naturale, un dono del museo e della chiesa fatto non solo alla NIAF, come organizzazione, ma a tutti gli italo-americani degli Stati Uniti.

"La promozione della storia, della lingua, della cultura dell’Italia negli Stati Uniti – ha spiegato Paolo Catalfano, presidente del NIAF Italia – è la missione sulla quale è stata fondata la National Italian American Foundation. Siamo onorati per questo dono dal profondo valore simbolico, storico e culturale".

La Sacra Sindone, il lenzuolo di lino conservato al Duomo di Torino, sul quale è visibile l’immagine di un uomo, che la tradizione cristiana identifica come Gesù, che porta segni interpretati come dovuti a maltrattamenti e torture compatibili con quelli descritti nella passione di Cristo, ha forti legami con il mondo anche degli Stati Uniti. "La Sindone – ha spiegato Gian Maria Zaccone, storico e direttore scientifico del Museo della Sindone – è una icona alla quale il mondo americano è fortemente legato. Il primo libro che affronta le problematiche della Sindone infatti, pur essendo stato scritto a Parigi da Pual Vignon, quando fu pubblicato, nel 1902, contemporaneamente uscì anche la versione in inglese, a New York".

A Torino la NIAF ha affidato i lavori di restauro al Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale e il progetto di intervento sarà puntato su un’opera del pittore piemontese Michele Antonio Milocco, risalente al 1734, ‘Trasfigurazione di Cristo’ oltre a inquadrature delle volte della chiesa che furono eseguite da Pietro Alzeri, artista veneziano.