PdL a un passo dalla scissione. Carlo Giovanardi, senatore PdL, parlando con i cronisti della formazione di un gruppo parlamentare dissidente rispetto alla linea di Silvio Berlusconi, spiega: “Abbiamo i numeri, siamo anche piu’ di 40 e siamo fermi nel voler mantenere l’equilibrio di governo. Per questo voteremo al fiducia. Il problema dei numeri al massimo è degli altri". Giovanardi sottolinea che “la situazione e’ in evoluzione e puo’ anche darsi che, alla fine, non solo noi ma tutto il gruppo voti la fiducia”. In ogni caso “la linea dei falchi e’ del tutto minoritaria nel partito". In altre parole, quei 40 senatori Pdl pronti a votare la fiducia a Letta non sono "scissionisti": "Scissionisti – puntualizza l’esponente cattolico – sono quelli che si pongono fuori dalla linea del partito, escono dai gruppi e vogliono fondare Forza Italia, non – rivendica – chi rimane fermo sulle nostre posizioni fondatrici". E allora? "Allora e’ molto semplice: c’e’ chi vuole che rinasca Forza Italia, ma tanti, tantissimi, vogliono restare dove sono, nel Pdl".
"Angelino Alfano ha i numeri per formare un nuovo gruppo parlamentare, bisogna vedere se gli altri li hanno per mantenerlo. Questo e’ il paradosso. La nostra e’ una linea di coerenza politica con la nostra tradizione, in contrasto con le decisioni oltranziste dei vertici del Pdl che non ci appartengono". Dunque, “insistere con la strada della crisi di governo puo’ portare alla divisione del Popolo della Libertà".
Secondo Giovanardi "Berlusconi ha ragione nel lamentare la posizione del Pd sulla sua decadenza, perche’ ha subito una mascalzonata, ma rischiamo di passare dalla parte del torto con queste accelerazioni che mettono in difficoltà anche Alfano. Tantissimi non vogliono entrare in Forza Italia, che e’ il partito di Bondi, Capezzone, Santanche’ e Verdini. Personaggi lontanissimi dal Partito Popolare Europeo. Alfano, come tutti noi, e’ combattuto tra l’amicizia con Silvio e la lontananza da questa Forza Italia che, se nascesse, sarebbe fuori dal Ppe". Giovanardi aggiunge: "Ho visto delle dichiarazioni di Galan e Nitto Palma che non corrispondono a quanto e’ accaduto ieri nella riunione dei gruppi. Non vorrei che i falchi tornassero ad attaccare. Ho parlato per venti minuti con Berlusconi e gli ho detto che e’ vittima di una mascalzonata, ma dovrebbe andare in Giunta magari attraverso Coppi e difendersi. Poi aspettare il 15 ottobre il voto dell’aula".
































Discussione su questo articolo