Ora lo chiameranno anche "il Papa con la valigia". E in effetti non si era mai visto un Pontefice che, in partenza per un viaggio apostolico, si presentasse all’aeroporto e si imbarcasse sull’aereo recando con se’ il bagaglio a mano, come un passeggero qualsiasi. E’ l’ultima rottura degli schemi compiuta da Bergoglio, sempre nel segno della sobrieta’ e della semplicita’: un Papa che dal punto di vista dei comportamenti, dei gesti, e anche delle parole, sempre piu’ si mette, con totale naturalezza, sul piano della gente comune, rifuggendo da ogni sfoggio di regalita’.
Alla partenza per il Brasile dall’aeroporto di Fiumicino, stamane papa Francesco ha tenuto sempre con se’, nella mano sinistra, una borsa nera, una capace cartella da lavoro con delle tasche sul davanti: e se l’e’ portata dietro sia durante il saluto con le autorita’, primo fra tutti il premier Enrico Letta, con cui ha conversato cordialmente e disinvoltamente, sia mentre saliva sulla scaletta dell’Airbus A330 dell’Alitalia che l’avrebbe condotto a Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventu’. Un’immagine ben distante, insomma, da quella di un capo di Stato che parte per un viaggio all’estero. Per non dire dall’aura di sacralita’ che, fino al Papa argentino – il "vescovo di Roma" tiene sempre a puntualizzare lui -, ha sempre accompagnato il capo supremo della Chiesa universale.
Francesco, il Papa "venuto dalla fine del mondo", il pastore che vuole essere vicino alla gente, non cessa insomma di stupire. E lo fa sempre con gesti e modalita’ che rivoluzionano lo stile pontificio abbattendo ogni distanza, che scombinano i protocolli, e che spiazzano e mettono in crisi le prassi consolidate degli apparati della Santa Sede. A partire, la sera stessa dell’elezione, dal rifiuto della "mozzetta" bordata di ermellino e della croce pettorale d’oro, a favore di quella di ferro che Bergoglio aveva da vescovo, sono innumerevoli i dettagli che in soli quattro mesi l’ex arcivescovo di Buenos Aires, che nella sua citta’ si spostava con i mezzi pubblici e la metropolitana, ha imposto nel nuovo stile papale. Il presentarsi, anche quando riceve capi di Stato e di governo – compreso il saluto in basilica dopo la messa di insediamento -, con la semplice talare bianca e mai con i segni della sovranita’ pontificia. L’indossare ancora le comode, e un po’ sformate scarpe nere, e il modesto orologino di plastica. L’aver voluto risiedere nel "convitto" vaticano di Santa Marta, anziche’ nell’Appartamento papale: "per motivi psichiatrici", ha detto lui, facendo riferimento alla sua necessita’ di non isolarsi, di stare in mezzo alla gente. L’aver deciso di non fare vacanze, di non andare neanche nella residenza di Castel Gandolfo, per restare questa estate in Vaticano e continuare a lavorare. La sua abitudine a muoversi in Vaticano anche a piedi, oppure di spostarsi con una utilitaria – da qualche tempo una Ford Focus azzurro metallizzata, con cui domenica 14 luglio si e’ presentato a Castel Gandolfo per l’Angelus – evitando comunque fin dall’inizio di usare l’ammiraglia blindata con targa SCV1 con cui si muovevano i suoi predecessori, con spiegamento di scorte. E non a caso, parlando nell’Aula Paolo VI ai seminaristi e ai novizi, ha proclamato che gli "fa male vedere preti a bordo di auto ultimo modello".
Per togliere di mezzo ogni barriera tra se’ e i fedeli, Bergoglio non usa piu’ neanche la "papamobile" con la cabina in cristallo antiproiettile, e ha rimesso in auge la "campagnola" scoperta, dalla quale bacia bambini, abbraccia disabili, tende la mano a piu’ fedeli possibile. Francesco non usa filtri neanche nelle attivita’ quotidiane: fa spesso telefonate da solo, consultando la rubrica vaticana e spesso lasciando di stucco, all’altro capo del telefono, centralinisti e uscieri dei dicasteri di Curia. Ha fatto colpo quando papa Francesco, all’indomani dell’elezione, e’ andato nella Casa del Clero di Via della Scrofa, dove aveva alloggiato nei giorni precedenti il Conclave, per pagare personalmente il conto dell’albergo. Mentre resteranno nella memoria dei fedeli la croce e il calice di legno, ricavati dai barconi degli immigrati, con cui ha celebrato la messa a Lampedusa, nel suo primo viaggio apostolico, in mezzo agli ultimi della Terra. Anche la riforma che Bergoglio dara’ agli organi di governo della Chiesa, come pure quella dello Ior, andra’ nella direzione di una razionalizzazione delle spese e di una semplificazione delle strutture, in nome della sua scelta ideale e programmatica di "una Chiesa povera e per i poveri". I suoi tanti esempi di sobrieta’ e di allergia a lussi e sprechi, comunque, costringono anche cardinali e vescovi a ricalibrare i loro comportamenti: molti i presuli che hanno fatto sparire anch’essi le loro croci d’oro, anche se tante altre rinunce costano ancora una certa fatica.
































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