Tra i Paesi inclusi nel nuovo decreto ministeriale che permette ingressi in deroga alle normali quote di immigrazione verso l’Italia c’è anche il Venezuela.
Secondo il provvedimento, infatti, possono beneficiare di questa possibilità gli oriundi – cioè discendenti di almeno un genitore o nonno già cittadini italiani – che desiderano rientrare in patria, lavorare e vivere in Italia senza essere assoggettati ai limiti numerici previsti dal decreto flussi tradizionale.
In Venezuela sono oltre 116.000 gli italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), un segnale di quanto radicata sia lì la comunità di origine italiana.
Questa misura si inserisce in un contesto più ampio di politiche migratorie e di valorizzazione delle comunità italiane all’estero, con l’obiettivo di favorire un “rientro” volontario e dignitoso per chi mantiene legami profondi con la nostra storia e la nostra cultura.
Per molti oriundi, infatti, poter tornare in Italia non è solo una questione burocratica: è un’opportunità di ricostruire un percorso di vita, di riannodare rapporti familiari e culturali e di contribuire al Paese con capacità e competenze maturate altrove.
La possibilità di ottenere la cittadinanza italiana dopo due anni di residenza legale in Italia rappresenta un ulteriore incentivo e una forma concreta di riconciliazione con le proprie radici.
Ma al di là delle norme e delle procedure, questo provvedimento porta con sé una riflessione più profonda sull’importanza di stare accanto alle nostre comunità all’estero, in particolare in Paesi come il Venezuela, dove la crisi economica e sociale ha messo a dura prova intere famiglie.
È fondamentale che l’Italia sia presente a fianco dei suoi connazionali e degli oriundi non solo con opportunità di rientro, ma anche con solidarietà umana, sostegno consolare e attenzione alle loro condizioni di vita quotidiana.
Essere dalla parte del popolo venezuelano, e in particolare di chi conserva nel cuore l’orgoglio delle proprie origini italiane, significa andare oltre la semplice tutela burocratica: significa riconoscere la nostra storia comune, valorizzare la ricchezza della diaspora italiana e offrire un ponte reale verso un futuro migliore, dentro o fuori dall’Italia, per chi sogna di ricongiungersi alla Madrepatria.































