L’industria sportiva italiana supera i 230 miliardi di euro di ricavi diretti, generati dalle imprese produttrici del settore, con circa 159 mila addetti impiegati e una forte presenza di piccole e medie imprese orientate all’export. Un comparto strategico del made in Italy che guarda con fiducia alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Il dato è emerso durante un evento organizzato da ITA–ICE a Cortina, a margine dei Giochi. Un appuntamento che ha messo al centro il ruolo dello sport come motore economico e strumento di crescita per il sistema produttivo nazionale, nonostante un contesto globale segnato da conflitti bellici e tensioni economiche che hanno caratterizzato il 2025.
A sottolineare il valore strategico dell’appuntamento olimpico è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo cui «i Giochi rappresentano una leva concreta per rafforzare il sistema produttivo, attrarre nuovi investimenti e turisti». Urso ha ricordato come l’Italia sia diventata «il quarto Paese esportatore a livello globale» e abbia migliorato il proprio posizionamento nella classifica dell’attrattività internazionale, con il 2025 che segna un nuovo record negli investimenti esteri.
All’incontro hanno partecipato numerosi protagonisti dello Sportsystem italiano, tra cui i vertici di Tecnica Group, Technogym, Ovs e Moncler. Il presidente di ICE, Matteo Zoppas, ha definito il settore «un comparto strategico del made in Italy», sottolineando l’impegno dell’agenzia nel «valorizzare in modo concreto il ruolo internazionale dell’industria sportiva, cogliendo appieno l’opportunità offerta dal contesto olimpico».
Sul valore della visibilità garantita dai Giochi è intervenuto anche Giovanni Malagò, che ha ribadito come «abbiamo bisogno della risonanza delle Olimpiadi per crescere anche come aziende», in un mercato globale sempre più competitivo, dove «la concorrenza è alta e la crescita deve essere continua».
A guardare oltre l’evento sportivo è stata infine Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno, che ha richiamato l’attenzione sull’eredità dei Giochi: «Se le Olimpiadi fanno la storia, noi dobbiamo costruire il futuro», puntando su una legacy solida e su una visione di lungo periodo capace di trasformare Milano-Cortina 2026 in un volano duraturo per l’economia e l’industria italiana.































