Seduta sulla stessa sedia dove nel 1994 rispose ai giornalisti dopo il terzo posto con Strani Amori, Laura Pausini si prepara a vivere un nuovo capitolo della sua storia con il Festival di Sanremo. Questa volta non in gara, ma da co-conduttrice, dopo aver accettato l’invito di Carlo Conti, anche grazie al consiglio di Pippo Baudo.
“Gli hater sono solo il 10 per cento”
L’artista, icona pop mondiale, archivia le recenti polemiche legate ai singoli omaggio a Gianluca Grignani e Marco Mengoni nel suo ultimo album Io Canto 2 e affronta con serenità le critiche social:
“Tanti hater contro di me? Su quattromila commenti ce ne sono 400 negativi, anche pesanti, maleducati, sono pochi ma fanno più rumore degli altri che invece sono positivi. Chi mi ferma per strada o chi viene ai miei concerti non è così. Io mi sento amata in questo Paese. È chiaro che quando ci sono artisti che hanno un forte seguito, spesso generano polemiche. A volte succede a me, a volte ad altri. In Italia ci sono più persone che si sfogano sui social”.
Numeri alla mano, per Pausini le voci critiche rappresentano solo una minoranza rumorosa rispetto all’affetto del pubblico.
Il ritorno all’Ariston: emozione e memoria
Sul palco che la vide debuttare nel 1993 con La Solitudine, la cantante non nasconde l’emozione:
“Sento di doverlo fare: è l’ultimo festival di Carlo è il primo senza Pippo ed è il mio primo nell’anno in cui dedico un disco intero alla musica italiana, nato prima di questo invito a co-condurre”.
E ricorda il momento decisivo della scelta:
“Quando ci siamo visti a marzo scorso con Carlo, ho chiamato subito Pippo Baudo e gli ho detto che ero indecisa e impaurita. E lui mi ha risposto: ‘Ma stai ancora aspettando, Laura? Sei pronta e te lo dico da un po’, vai tranquilla’. Queste parole mi hanno molto emozionata. Io sento Carlo che è qui con me e che mi tiene la mano e sento forte la presenza di Pippo, la sua carezza sulla testa”.
Con la sua inconfondibile “zeta” romagnola e la voce rotta dall’emozione, aggiunge:
“Al mio esordio all’Ariston ero ingenua e innocente, sono venuta altre volte anche come ospite ma tutte le volte che vedo quella scritta ho pronto il Lexotan”.
Pronta la battuta di Conti: “Anzi il Carlotan”.
E ancora, tra le lacrime:
“Ieri, quando abbiamo fatto le prove, sono andata nel punto esatto dove Pippo mi ha preso la mano nel 1993, quando cantai La Solitudine, ed è stato molto bello – racconta tra le lacrime – perché non lo dimenticherò mai. Per me non ci sono premi più importanti, lo dico sempre, anche all’estero. Io sono orgogliosa di essere italiana, ma sono stata cresciuta dai 18 ai 51 anni da tanti paesi del mondo, quindi ho varie culture in me e ringrazio tanto per questo”.
Un’icona globale della musica italiana
Con oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming, prima e unica artista italiana a vincere un Grammy Award e a entrare nella Billboard Hot 100, quattro Latin Grammy, un Golden Globe e candidature agli Emmy e agli Oscar, Pausini rappresenta una delle ambasciatrici più forti della musica italiana nel mondo.
Ora, dal palco dell’Ariston, guarda al futuro:
“Quello che ho più voglia di verificare è cosa succederà alle canzoni dopo questo festival. Io, Ramazzotti, Bocelli, viaggiamo all’estero, le ultime generazioni ci hanno portato i Maneskin. Spero che ci sia una donna che possa viaggiare con la musica italiana nel mondo”.
Un messaggio che unisce orgoglio nazionale e visione internazionale, nel segno di un’artista che, a oltre trent’anni dal debutto, continua a sentirsi – e a essere – profondamente amata.































