Italiani nel mondo, Romagnoli (MdL): “Bicamerale? Che sia la volta buona”

“Ben venga, dunque questa bicamerale. Anche se il timore è che, come al solito, tutto finisca con un buco nell’acqua. Ci auguriamo che non sia così”

On. Massimo Romagnoli, presidente del Movimento delle Libertà

“Un gruppo di eletti all’estero si è riunito nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati per lanciare la proposta di una Commissione bicamerale per gli italiani nel mondo. Un’ottima idea, non c’è che dire; se non fosse che a noi, francamente, pare un ritorno al futuro”. Lo dichiara in una nota l’On. Massimo Romagnoli, presidente del Movimento delle Libertà.

“Ungaro e Schirò, Siragusa e Fusacchia, tra gli eletti più giovani, forse non se lo ricorderanno: ma sono anni che sentiamo parlare della necessità di una bicamerale per gli italiani all’estero. Una proposta lanciata a suo tempo anche da Mirko Tremaglia, padre della legge che regola il voto all’estero, primo e unico ministro degli Italiani nel mondo della storia repubblicana. Ben altro spessore d’uomo e di politico, se ce lo consentite, rispetto a coloro che oggi si occupano di emigrazione e italiani all’estero”.

“Ben venga, dunque questa bicamerale. Anche se il timore è che, come al solito, tutto finisca con un buco nell’acqua. Ci auguriamo che non sia così, che anzi questa commissione permanente possa nascere. Ma davvero è necessaria una Commissione ad hoc per portare a casa risultati? Oppure è solo un alibi per giustificare il proprio fallimento in Parlamento nei confronti degli elettori? O, peggio ancora, è solo un modo per creare un nuovo organismo con nuove poltrone, presidente e vicepresidente tanto per cominciare, e nuovi privilegi?”.

Diciotto eletti all’estero non sono pochi, anzi. Uniti, in tutti questi anni, avrebbero potuto ottenere molti risultati. Invece, essendo stati sempre divisi tra loro, dal 2006 ad oggi non sono riusciti a cavare un ragno dal buco. Intanto, però, mentre loro hanno poltrona e stipendio assicurati, gli italiani nel mondo son ancora lì che aspettano di capire a cosa servano mai questi eletti oltre confine se i risultati sono zero. Non è il numero a far la differenza, ma la qualità delle persone che in Parlamento vanno a rappresentare gli italiani all’estero. Buon lavoro ai colleghi – conclude Romagnoli -, l’augurio sincero è che questa volta sia la volta buona”.