Buenos Aires – È giallo sulla morte di Mirco Zampieri, il ristoratore italiano trovato senza vita nel suo appartamento di Buenos Aires lo scorso 4 gennaio, ferito a morte con un colpo di pistola alla testa. All’iniziale ipotesi di un suicidio, data per certa dagli inquirenti, si sta facendo strada l’idea di un omicidio. Secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie argentine, il procuratore Martin Lopez Perrando avrebbe deciso di riaprire le indagini sulla base di una serie di elementi che smentirebbero la tesi del suicidio rendendo giustizia a Luigi, il fratello della vittima che, fin dal primo istante, non aveva creduto a questa ipotesi.
Il quotidiano argentino La Nacion, che sta seguendo con attenzione tutti gli sviluppi della vicenda, spiega che a far scattare i dubbi del procuratore sarebbero intervenuti diversi fattori. La custodia della pistola che aveva in mano l’imprenditore è stata infatti trovata sotto il corpo dello stesso Zampieri. Inoltre, sembra che l’esplosione del colpo non sia stata udita da nessuno, ma il fatto è strano, visto che la pistola era una potente calibro 380. “Nella dichiarazione resa dalla moglie, Flavia Giua, non era chiaro se il marito attraversava problemi economici oppure se aveva ricevuto minacce di morte”, afferma ancora La Nacion.
Originario di Venezia, 61 anni, Mirco Zampieri era un imprenditore e ristoratore che, dopo una lunga esperienza sotto la guida di Arrigo Cipriani, aveva provato a cercar fortuna all’estero scegliendo il Sud America. Zampieri aveva lavorato, tempo fa, all’Harry’s Bar e anche a Buenos Aires in un altro noto ristorante fino a fondare, nel 2002, la società di pasta Maltesi. Chi poteva desiderare la sua morte? Il mistero non sembra destinato a una rapida risoluzione. Al contrario, la vicenda si evolve con cadenza quotidiana tanto che, proprio in queste ore, continuano ad arrivare aggiornamenti costanti dall’Argentina.
È di pochi minuti fa la notizia che il procuratore Perrando avrebbe appena tolto le indagini alla Polizia Federale per affidarle a quella Metropolitana “a causa delle gravi irregolarità compiute sulla scena del crimine”. “El fiscal que investiga si la muerte del empresario gastronómico Mirco Zampieri fue un suicidio o un homicidio – si legge sul quotidiano – separó de la investigación a los detectives de la Policía Federal y pasó el sumario al área de Investigaciones de la Policía Metropolitana. Tomó la decisión ante las serias irregularidades en el momento del hallazgo del cadáver”.
































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